L'informazione della Diocesi di Roma

Dalle istituzioni europee un fermo “no” alla pena di morte

Nella Giornata internazionale, l’opposizione espressa da Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per affari esteri e politica di sicurezza, e dal segretario generale del Consiglio d’Europa

In occasione della Giornata internazionale contro la pena di morte, dalle istituzioni europee arriva un fermo “no”, veicolato in un documento congiunto che porta le firme di Federica Mogherini, Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa. «Incompatibile con la dignità umana»: così viene definita la sentenza capitale, per la quale si esprime una opposizione «ferma e inequivocabile, sempre e comunque». Ancora, si parla di «atto disumano e degradante», senza «alcun effetto deterrente accertato», che per di più «rende irreversibili e fatali gli errori giudiziari».

Questa pratica, si legge nel testo, è stata «messa al bando in tutti gli Stati membri dell’Ue e del Consiglio», ad eccezione della Bielorussia, che nella dichiarazione è esortata a «introdurre una moratoria quale passo decisivo per l’avvicinamento del Paese alle norme giuridiche paneuropee». Le due istituzioni rivolgono quindi un «pressante appello» ai Paesi del mondo dove ancora è in vigore perché «istituiscano senza indugio una moratoria sulle esecuzioni» e «commutino le condanne a morte non eseguite in pene detentive».

I due firmatari esprimono anche soddisfazione per «la tendenza globale verso l’abolizione della pena di morte», in atto già nei due terzi di tutti i Paesi del mondo. E ribadiscono l’impegno a sostenere nel contesto delle Nazioni Unite «la tendenza abolizionista nel mondo», con «tutti i mezzi disponibili per combattere la tortura e le altre gravi violazioni dei diritti umani connesse all’imposizione e all’applicazione della pena di morte».

9 ottobre 2017