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Dall’Europarlamento nuove direttive antiterrorismo

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L’obiettivo: contrastare i combattenti stranieri e stanare i “lupi solitari”. Dopo la ratifica del Consiglio, agli Stati membri 18 mesi per adeguarsi

«Dobbiamo fermare i trasgressori prima di commettere questi atti, piuttosto che rimpiangere il fatto che ci sono stati attacchi. Abbiamo raggiunto un buon equilibrio tra il miglioramento della sicurezza e il rispetto rigoroso dei diritti fondamentali». La relatrice del Parlamento europeo Monika Hohlmeier ha commentato così in emiciclo la nuova direttiva sulla lotta contro il terrorismo approvata ieri, 16 febbraio, in via definitiva dall’Europarlamento. L’obiettivo: contrastare i combattenti stranieri, i cosiddetti foreign fighters,  e stanare i “lupi solitari” che pianificano attentati. Ora si attende la ratifica, scontata, del Consiglio; quindi gli Stati membri avranno 18 mesi di tempo per adeguarvisi.

La direttiva comunitaria aggiornerà le attuali norme quadro Ue sui reati di terrorismo e amplierà il loro raggio d’azione, coprendo cosi anche le minacce emergenti. Fino a 15 anni di detenzione le pene previste per i reati indicati. Nel concreto, l’elenco degli «atti preparatori» che saranno criminalizzati comprende: viaggi all’estero per aderire a un gruppo terroristico o ritorno nell’Ue; reclutamento per terrorismo; fornire formazione per il terrorismo; favoreggiamento, complicità o tentativo di attacco; incitamento pubblico o inneggiare al terrorismo; finanziamento del terrorismo e dei gruppi terroristici. La direttiva prevede anche disposizioni per garantire assistenza immediata alle vittime e ai loro parenti dopo un attacco.

17 febbraio 2017