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Digitalizzazione dei luoghi sacri, serata a San Marco

La chiesa è stata la prima, tra tutte qelle di Roma, ad essere interessata dal progetto Roma cristiana. Saranno censiti per immagini tutti i dipinti e le opere d’arte che contiene

Con l’auspicio che Santa Lucia, per tradizione patrona della vista, doni occhi nuovi capaci di cogliere la bellezza del sacro, è stato presentato ieri sera, 13 dicembre, memoria liturgica della giovane martire, il progetto Roma Cristiana, curato dalla Fondazione culturale “Paolo di Tarso”. Alla presenza di monsignor Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, presso la chiesa di San Marco al Campidoglio, adiacente a Palazzo Venezia, Fabio Gallo, ideatore e direttore del progetto, ha illustrato le potenzialità della campagna di digitalizzazione pensata per i luoghi sacri della Capitale con l’obiettivo «di diffondere e valorizzare la bellezza dell’arte sacra in Rete, finalizzata a promuovere la storia cristiana».

La chiesa di San Marco è stata la prima, tra tutte le chiese di Roma, ad essere sottoposta a questo particolare censimento fatto di immagini di tutti i dipinti e le opere d’arte che contiene, «immagini in altissima risoluzione ottenute mediante l’uso delle più innovative tecnologie e stumentazioni, tra cui l’uso dei droni» – ha spiegato Gallo – e che costituiscono «un vero e proprio museo digitale da rendere disponibile per tutti». L’idea della Fondazione è quella di realizzare in ciascun sito romano che entrerà nel programma di digitalizzazione, aule digitali dotate di visori che, una volta indossati, permettono una fruizione immersiva del luogo sacro e un’esperienza di conoscenza e scoperta all’avanguardia, capace di restituire con precisione e dovizia di particolari la bellezza delle opere d’arte.

Uno dei visori è stato fatto provare allo stesso De Donatis che si è mostrato positivamente colpito dall’iniziativa, specie pensando all’impatto che può avere sui più giovani: il presule ha riferito di un incontro di catechesi che, allora parroco a San Marco al Campidoglio, organizzò per oltre 500 ragazzi della Diocesi, ricordando come la quasi totalità di loro ammise di non essere mai entrata prima in quella chiesa che pure è logisticamente centrale e storicamente ricca. «Penso a quanto questi nuovi strumenti – ha detto il vicario del Papa – possano favorire la fruizione dell’arte sacra da parte dei giovani, parlando il loro linguaggio».

Il progetto Roma Cristiana ha sicuramente
come destinatari primari «i più giovani – ha chiosato Gallo – affinchè scoprano in modo nuovo il nostro patrimonio artistico, sentendo smuovere dentro di loro l’emozione che il bello, che produce poi il buono, sa suscitare, parlando a tutti». Ma la digitalizzazione e la messa in rete dei contenuti mira a diffondere «bellezza e sapere per favorire il diritto di ciascuno allo studio e alla conoscenza, secondo i principi ispirati alla Dottrina Sociale della Chiesa» – ha sottolineato -: «penso a chi non può muoversi da casa, magari impossibilitato da problemi di salute».

Gallo ha evidenziato come la completa
digitalizzazione di un sito abbia anche una funzione preventiva ai fini della conservazione e della eventuale necessaria ricostruzione dello stesso, magari a motivo di un evento sismico. Entusiasta dell’iniziativa è il neo-parroco di San Marco, monsignor Renzo Giuliano che ha sottolineato l’importanza della trasmissione di valori e tradizioni anche mediante l’arte: «le nostre chiese sono il segno della nostra storia, un dono che ci è stato dato e che dobbiamo tutelare e tramandare a nostra volta».

 

14 gennaio 2017