Si intitola “Dio è giovane” il libro-intervista di Papa Francesco edito da Piemme, che esce oggi, 20 marzo: una conversazione con Thomas Leoncini, 33enne giornalista e scrittore, dedicata alle giovani generazioni, che anticipa e prepara il Sinodo dei giovani in programma per il mese di ottobre in Vaticano.

«Se vogliamo dialogare con un giovane – dichiara il pontefice in una delle sue risposte – dobbiamo essere “mobili”, allora sarà lui a rallentare per ascoltarci, sarà lui a decidere di farlo. E quando rallenterà comincerà un altro movimento: un moto in cui il giovane comincerà a stare al passo più lentamente per farsi ascoltare e gli anziani accelereranno per trovare il punto d’incontro». Questo, per Francesco, «potrebbe segnare il progresso. Gli adulti spesso sradicano i giovani, estirpano le loro radici e invece di aiutarli a essere profeti per il bene della società li rendono orfani e scartati. I giovani di oggi stanno crescendo in una società sradicata».

Il Papa invita gli adulti a «chiedere perdono ai nostri ragazzi perché non sempre li prendiamo sul serio. Non sempre li aiutiamo a vedere la strada e a costruirsi quei mezzi che potrebbero permettere loro di non finire scartati. Spesso non sappiamo farli sognare e non siamo in grado di entusiasmarli». Poi, il tema del lavoro e quello, centrale, del web. «Oggi le reti sociali – le parole di Francesco – sembrerebbero offrirci questo spazio di connessione con gli altri; il web fa sentire i giovani parte di un unico gruppo. Ma il problema che internet comporta è la sua stessa virtualità: il web lascia i giovani per aria e per questo estremamente volatili». L’alternativa è «il dialogo dei giovani con gli anziani». Ma «questa società scarta gli uni e gli altri. Vecchi sognatori e giovani profeti sono la strada di salvezza della nostra società sradicata: due generazioni di scartati possono salvare tutti».

Da ultimo, il pontefice spiega perché “Dio è giovane”: «Fa nuove tutte le cose e ama le novità; sa sognare e ha desiderio dei nostri sogni; costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social».

20 marzo 2018