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Dipendenza dalla pornografia, urgente la prevenzione

Il 17 maggio al Maggiore l’incontro promosso dal Centro diocesano per la pastorale familiare. Monsignor Manto: «Sostenere chi è più fragile»

Il 17 maggio al Maggiore l’incontro promosso dal Centro diocesano per la pastorale familiare. Monsignor Manto: «Sostenere chi è più fragile»

«Un’educazione sessuale che custodisca un sano pudore ha un valore immenso. Senza il pudore, possiamo ridurre l’affetto e la sessualità a ossessioni che ci concentrano solo sulla genitalità, su morbosità che deformano la nostra capacità di amare». Da queste riflessioni di Papa Francesco contenute nell’esortazione apostolica Amoris laetitia nasce “Sessualità e pornografia”, l’incontro fissato per mercoledì 17 maggio alle 19 nel Seminario Maggiore.

Promosso dal Centro diocesano per la pastorale familiare, è rivolto a giovani, genitori, educatori, insegnanti, animatori, operatori pastorali, sacerdoti, psicologi, medici per «stimolare la riflessione ed educare alla visione della sessualità che valorizzi la bellezza e la dignità della persona e al tempo stesso – riferisce monsignor Andrea Manto, incaricato diocesano – per affrontare un tema come la pornografia che può risultare scomodo ma che non va evitato, pena un danno per le nuove generazioni e per tanti adulti che ne sono schiavi». All’incontro, introdotto dal vescovo ausiliare Giuseppe Marciante, interverranno due esperti statunitensi invitati dall’associazione “Puri di cuore”: Peter Kleponis, psicoterapeuta, e don Sean Kilcawley , direttore dell’Ufficio pastorale familiare della diocesi di Lincoln.

«In passato dal punto di vista ecclesiale si è stati molto prudenti sul tema dell’educazione sessuale – aggiunge don Andrea -. Oggi lo scenario è cambiato: non c’è una proposta di sessualità vissuta in modo conforme alla verità e alla dignità ma abbondano le proposte che arrivano da internet e dalla televisione. Le dipendenze vecchie e nuove sono in aumento perché i genitori, costretti a lavorare tutto il giorno, sono meno presenti e di conseguenza i figli sono più esposti a fragilità affettive. Bisogna quindi prevenire queste occasioni, sostenere chi è più fragile e aiutare chi, pur non avendo una vera e propria dipendenza dalla pornografia, ha un’idea distorta della sessualità».

Luca Marelli, presidente dell’associazione “Puri di cuore”, sa cosa significa essere schiavi della pornografia. Ingegnere 54enne, padre di 4 figli, ha lottato contro questa dipendenza per oltre 30 anni: «Problema esploso con l’avvento di internet, un disturbo compulsivo che stava invadendo la mia mente in modo pericoloso». La “guarigione” è avvenuta circa tre anni fa durante una lunga confessione «nella quale ho sentito tutta la potenza dello Spirito Santo che mi liberava dal mio male. In segno di gratitudine al Signore pochi mesi fa ho fondato, con altre nove persone, l’associazione».

Gli incontri con gli esperti statunitensi si terranno, oltre che a Roma, a Milano, Verona, Como, Palermo e Perugia. «Lo scopo è collegarsi alla Chiesa locale per portare l’esperienza del terapeuta e del sacerdote – spiega Tebaldo Vinciguerra, segretario di “Puri di cuore” e autore del volume “Pornografia: che cosa ne dice la Chiesa?” (San Paolo) -. Per la cura e la prevenzione di questo fenomeno c’è la necessità dell’approccio pastorale».

15 maggio 2017