Disabilità, musica e speranza
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Disabilità, musica e speranza

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Parte dall’Aventino il tour “Sintomi di felicità”, del tenore Voleri, malato di sclerosi multipla. Ad accompagnarlo il cardinale Baldisseri, al pianoforte, e altri ospiti famosi

Il coraggio di andare oltre una malattia degenerativa come la sclerosi multipla, e di vivere pienamente, portando agli altri un messaggio di speranza e di gioia. Inizia da qui il tour “Sintomi di felicità” del tenore Marco Voleri, che per questa terza edizione partirà da Roma, domenica 23 aprile, alle 17, nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino. In questa prima serata, che ha come filo conduttore il tema “Due storie, quattro mani, una voce”, lo accompagneranno il pianista Massimo Salotti e un musicista d’eccezione, il cardinale Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi. Mentre le “due storie” di cui parla il titolo saranno quella di Marco e quella del maestro Salotti, riuscito a sopravvive prima a un terribile incidente stradale, avvenuto nel 2007, che lo ha portato a rimanere per diversi giorni appeso a un filo tra la vita e la morte, e successivamente a un melanoma molto aggressivo. A raccontarle l’atleta paralimpica e presentatrice Giusy Versace e l’attore Beppe Convertini, che interpreteranno un dialogo immaginario tra i due amici, le loro vite parallele dove la forza ha vinto sul dolore. «Per me – spiega Voleri – è una bellissima novità iniziare questo tour, ormai giunto alla sua terza edizione, con un musicista come il cardinale Baldisseri ma anche insieme a ospiti importanti come Versace, Salotti e Convertini».

“Sintomi di felicità” è anche il titolo del libro autobiografico che Voleri ha voluto per ripercorrere la sua storia. «Quando ho scoperto di essere malato – racconta il tenore -, dopo un primo momento di scoraggiamento ho capito che avevo due possibilità: essere sconfitto dalla sclerosi multipla oppure combatterla attraverso la musica e il canto, e portare a tutti il mio messaggio di speranza. Ho scelto questa seconda opzione e non me ne pento. Io credo che nella vita ognuno di noi debba avere la forza di accettarsi cosi come è e non come vorrebbe essere». 

Per questa nuova edizione del tour, ogni tappa seguirà un tema differente che poi prenderà vita attraverso la musica e le parole dei vari personaggi che accompagneranno Marco in sei tappe: da Roma fino in Toscana, a Lucca, Firenze, Pontremoli ed Arezzo, toccando così anche alcuni luoghi dislocati lungo la via Francigena, fino a una tappa anche alla Fiera di San Pancrazio a Vedano–Olona, in provincia di Varese. Tante le personalità che accompagnano Marco in questa avventura: durante il tour, in ogni concerto, si alternano il tenore Frate Alessandro, il baritono Mario Cassi, il soprano Maria Billeri e molti altri. Ma anche volti noti della televisione e del cinema come gli attori Michele La Ginestra, Marco Brinzi, Claudio Morici, e altri personaggi del mondo dello spettacolo e del sociale, che presteranno la loro voce per raccontare la storia del tenore.

Tornando alla serata romana, è previsto un repertorio che va dall’Ave Maria di Schubert al Panis Angelicus di César Franck, al’Ave Verum Corpus di Mozart, dove la voce di Voleri sarà accompagnata al pianoforte dal porporato che si esibirà anche in un assolo con il celeberrimo Clair de Lune di Debussy. Tra le novità di questa edizione, c’è quella di accogliere in ogni tappa un’associazione nazionale impegnata nel mondo della disabilità per dare una mano nella raccolta fondi per un progetto concreto come l’abbattimento delle barriere architettoniche per i disabili, l’aiuto allo sport per portatori di handicap, il sostegno alle cure per disabili con patologie croniche permanenti.

«Il tour è cresciuto molto – racconta Marco Voleri -. Quest’ anno abbiamo deciso di aprirci al mondo della disabilità a tutto tondo, toccando con mano alcune importanti realtà associative che con fatica e orgoglio fanno qualcosa di concreto per il miglioramento della qualità della vita dei disabili». Per la tappa romana sarà protagonista la onlus Disabili no limits, fondata nel 2011 da Giusy Versace, che aiuta quelle persone disabili che vivono condizioni economiche svantaggiate a ottenere sedie a ruote ultraleggere e protesi in fibra di carbonio, ad oggi non previste dal Sistema sanitario nazionale, per attività quotidiane e sportive. «Quello che mi ha colpito di Marco è stato il suo entusiasmo e la sua gioia di vivere – spiega Versace -. Credo che la sua forza sia un grande esempio per tutti: un invito a non arrendersi perché le difficoltà non devono impedirci di smettere di credere in un domani migliore. Il mio sintomo di felicità oggi è proprio questo».

21 aprile 2017