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Don Gentili: «La “Amoris laetitia” nasce da un popolo in cammino»

Il direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale familiare, in un dibattito al Maggiore, sottolinea la ricchezza del documento del Papa. De Palo (presidente Forum): i genitori dialoghino di più con i figli

don paolo gentiliDa oggetto di studio e pastorale, la famiglia diventa soggetto attivo di evangelizzazione, oltre che di educazione. Se n’è parlato nel pomeriggio di ieri, lunedì 2 ottobre, al Seminario Maggiore, nella tavola rotonda promossa dal Forum delle associazioni familiari del Lazio sul tema “Famiglia, la sfida di educare”. Uno degli incontri organizzati nell’ambito della Settimana della famiglia, introdotto e moderato da monsignor Andrea Manto, direttore del Centro diocesano per la pastorale familiare. Al centro, la ricchezza dell’esortazione apostolica “Amoris laetitia” di Papa Francesco, che risplende in «un tempo speciale di grandi opportunità e sfide». Parole di don Paolo Gentili, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale familiare. Questa esortazione apostolica, «prima ancora che dal Papa, nasce da un popolo in cammino», da quegli stessi fedeli che alla vigilia del Sinodo sulla famiglia hanno compilato i questionari sollecitati dalle diocesi.

La “Amoris laetitia” è un testo che, però, «potrà vivere se la Chiesa lo riconsegna al popolo». Secondo don Gentili, più che la famiglia Bergoglio ha come «tema forte» del suo pontificato i poveri, in tutte le loro dimensioni. Pertanto, ha voluto riflettere sulla famiglia proprio a partire dalle sue «fragilità, avendo compreso che a volte le soluzioni sono nascoste proprio nella fragilità».

Sulla stessa lunghezza d’onda Anna Chiara Gambini, moglie di Gianluigi De Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, che ha individuato nell’esortazione apostolica un testo ecclesiale diverso dagli altri, che «si è fatto strada nel quotidiano, perché parla la nostra lingua e non ci impone nulla: dopo che l’hai letta capisci che non è uno strumento perché il vero strumento sei tu». Gambini ha quindi citato le parole rivolte a lei e al marito, in un incontro privato, dallo stesso Francesco: «La “Amoris laetitia” siete voi!». E ha sottolineato che un difetto ricorrente di molti padri e madri di oggi è di essere «genitori da salotto», che rivendicano più tempo per se stessi che non per i familiari e che non si sforzano troppo di conoscere il mondo dei figli, delegando gran parte dell’educazione alla scuola o, in certi casi, alla parrocchia.

De Palo ha osservato come la pigrizia di molte famiglie si ripercuota nella società e, per i cattolici, nel corpo ecclesiale. Un genitore virtuoso al contrario, secondo il presidente del Forum, deve avere la pazienza di parlare con i figli, scoprire quali trasmissioni televisive guardano, a quali videogame giocano, quali social network usano, non per censurare ma per discutere e confrontarsi con loro e offrire una chiave di lettura educativa. In fondo, ha affermato De Palo, «tutto educa e tutti educano». Ancora, secondo De Palo è necessaria anche una certa «autocritica» tra i cattolici, spesso propensi a un «atteggiamento lamentoso» che cerca capri espiatori e crea alibi per giustificare l’inazione: più che dare colpe alle «lobby lgbt o ai media, sarebbe molto più utile, giocare all’attacco e provare a fare gol», ovvero cercare una presenza attiva nel mondo, avere idee costruttive per la società ed essere d’esempio per gli altri.

Intervenuto nel dibattito anche il giornalista Giacomo Galeazzi, vaticanista della Stampa, che ha messo in luce la coerenza del messaggio di Francesco sulla famiglia con l’insegnamento del Concilio Vaticano II. Il punto di forza: l’invito a essere Chiesa in modo nuovo e «trasmettere l’immagine di una comunità libera e bella».

3 ottobre 2017