venerdì 23 giugno 2017
Don Primo Mazzolari verso la causa di beatificazione

Don Primo Mazzolari verso la causa di beatificazione

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Il settimanale diocesano di Cremona “La vita cattolica” rende noto che «dopo mesi di studio, è giunto a conclusione il lavoro sia dei censori teologi, sia della Commissione storica per ciò che riguarda la causa di beatificazione di don Primo Mazzolari». Il “parroco di Bozzolo” dunque potrebbe incamminarsi presto verso l’onore degli altari. Nella mattinata di sabato 4 febbraio infatti si è tenuto nel Palazzo Vescovile l’incontro di tutti gli interessati per fare il punto della situazione e per progettare i passi futuri. Positivo il giudizio della Commissione storica, che ha anche analizzato eventuali dubbi che potrebbero sorgere in sede di tribunale. Parere favorevole è emerso anche dai periti teologi nominati ad hoc. «Entrambi hanno sottolineato che negli scritti di don Mazzolari non si vede nulla che possa configurarsi come eresia, sia in campo dottrinale sia in questioni di morale – ricorda don Bruno Bignami, presidente della Fondazione Don Mazzolari di Bozzolo -. Anzi, uno studio analitico delle sue pubblicazioni mostra la costante preoccupazione di don Primo di rimanere fedele alla verità». In particolare, «emerge in lui una profonda sensibilità cristologica: egli ha saputo leggere la storia con la lente della fede in Cristo».

Al termine delle loro deposizioni, le Commissioni hanno consegnato al vescovo Antonio Napolioni il frutto del loro lavoro. Ora la parola passa alla diocesi di Cremona, che può far partire il processo vero e proprio. Si provvederà nei prossimi mesi sia alla nomina dei membri del Tribunale diocesano sia a definire una data, presumibilmente in autunno, per dare il via ufficiale alla causa di beatificazione. Intanto si programmano iniziative per ricordare l’anniversario della morte del sacerdote partigiano, il 12 aprile 1959. Poco dopo, il 21 maggio, la Fondazione che ne porta il nome sarà impegnata a Hong Kong per la presentazione ufficiale della traduzione in lingua cinese del “Tu non uccidere”, una sorta di manifesto pacifista pubblicato in forma anonima nell’aprile 1955, che condensa i punti principali della sua riflessione sulla guerra, improntata a un pacifismo radicale. La traduzione è stata completata in collaborazione con padre Gianni Criveller, teologo del Pime, e con la Commissione “Giustizia e Pace” della diocesi di Hong Kong.

16 febbraio 2017