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Down e lavoro. Gli imprenditori: «Ecco perché li abbiamo assunti»

«Mansioni semplici ma reali»: nello spot Aipd per il 1° maggio la testimonianza dei datori di lavoro di 5 ragazzi. Occupato solo il 12% degli adulti Down

«Mansioni semplici ma reali e ben organizzate»: nello spot Aipd per il 1° maggio la testimonianza dei datori di lavoro di 5 ragazzi. Occupato solo il 12% degli adulti Down

Matteo lavora in un fast food a Mantova ed è stato assunto «perché è forte e molto scrupoloso nel preparare i giochi per i bambini». Claudia lavora in una mensa scolastica di Potenza e «sa rapportarsi bene con i piccoli». Enrico lavora in un supermercato ad Oristano ed «è bravo a riordinare», mentre Annachiara lavora all’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma ed «è bravissima a farci apprezzare la leggerezza delle cose semplici. E perché mi ha offerto una caramella!». Matteo, invece, lavora al comune di Pisa ed è stato assunto dal sindaco «perché è un bravo fotografo». Infine, Adriano lavora in un fast food di Reggio Calabria ed «è bravo a tenere in ordine la sala e crea un ambiente allegro e armonioso». Dal Nord al sud Italia, arrivano le testimonianze di cinque imprenditori che hanno scommesso su altrettanti giovani lavoratori con sindrome di Down. Alle loro parole, semplici e dirette, pronunciate davanti a una telecamera, Aidp (associazione italiana persone Down) affida il compito di celebrare la Festa dei lavoratori, offrendo un assaggio dell’impegno che, da sempre, l’associazione porta avanti: quello per l’inclusione lavorativa. E rilancia, con il messaggio che conclude lo spot e gli dà il titolo: “Noi lavoriamo, ma gli altri?”.

«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro – ricorda Aipd, nella nota che accompagna il video – lavoro per tutti i cittadini , compresi quelli con sindrome di Down». Tanti sono però, ancora, quelli che un lavoro non lo hanno. «È per loro che Aipd si impegna, su tutto il territorio nazionale, per creare percorsi di inserimento lavorativo e formare personale specializzato per l’accompagnamento e il tutoraggio sul posto di lavoro. Ultimo progetto nato in questo settore – riferiscono dall’associazione – è “Lavoriamo in rete. Percorsi di inserimento lavorativo nei territori del Sud”, iniziato nel mese di gennaio 2015, in cui sono coinvolte 35 persone con sindrome Down del Sud Italia e isole (in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 29 anni)». Il progetto, realizzato insieme alla Fondazione Con il Sud, ha lo scopo di «incrementare la motivazione, la consapevolezza, la capacità e l’occupabilità delle persone con sindrome di Down soprattutto nel Meridione e nelle Isole, maggiormente colpite dalla disoccupazione». Ad oggi, sono 25.000 gli adulti con sindrome di Down in Italia e solo il 12-13% ha un lavoro.

29 aprile 2015