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Egitto, Acs restaurerà la cattedrale di Luxor

Aiuto alla Chiesa che soffre lancia una raccolta fondi per permettere ai cristiani di tornare nel tempio, inagibile dopo un incendio

Aiuto alla Chiesa che soffre lancia una raccolta fondi per permettere ai cristiani di tornare nel tempio, inagibile dopo un incendio

Era l’unica chiesa ad accogliere 4500 fedeli, «ora – spiega il vescovo copto cattolico di Luxor, monsignor Emmanuel Bishay – siamo costretti a celebrare le funzioni in una sala vicina che tuttavia ha soltanto un terzo della capienza della cattedrale di San Giorgio. Alle Messe di Natale e di Pasqua in tanti non sono venuti perché sapevano che non avrebbero trovato posto». La cattedrale, distrutta da un incendio il 21 aprile 2016, sarà ricostruita grazie alla campagna di raccolta fondi lanciata da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs).

I periti hanno giudicato totalmente
inagibile l’edificio, che andrà dunque ricostruito. «Ogni giorno i miei fedeli mi chiedono quando potranno avere nuovamente la loro cattedrale», afferma monsignor Bishay spiegando come la chiesa rappresenti il fulcro della diocesi. È qui infatti che avvenivano le riunioni diocesane, gli incontri con le famiglie, la pastorale giovanile, la formazione dei catechisti e ovviamente le celebrazioni liturgiche.

La restituzione dell’edificio di culto donerà forza ad una comunità provata dai recenti attentati e dalle conseguenze economiche da essi provocate. «Luxor – afferma monsignor Bishay – vive principalmente di turismo ed ogni volta che si verificano attacchi come quello dei giorni scorsi a Hurgada o i due attentati della Domenica delle Palme, moltissime prenotazioni vengono cancellate. È dalle rivolte del 2011 che non c’è più stabilità, e le famiglie cristiane che vivono di turismo sono ormai disperate».

«I cristiani in Egitto sono sotto attacco – afferma il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – vittime di attentati a ripetizione anche durante le Sante Messe. Per Acs è prioritario sostenerli, anche restituendo ai cristiani di Luxor e ai 27 sacerdoti e le 67 religiose che animano la comunità, un luogo degno in cui pregare».

 

20 luglio 2017