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Egitto, il caso Regeni presto in Parlamento

L’annuncio della deputata copta Margaret Azer: «Formeremo una commissione d’inchiesta su arresti casuali e violazioni dei diritti umani nelle carceri»

L’annuncio della deputata copta Margaret Azer: «Formeremo una commissione d’inchiesta su arresti casuali e violazioni dei diritti umani nelle carceri»

Il caso dell’omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni sarà inserito tra «le maggiori priorità» nell’agenda dei lavori di cui la Commissione parlamentare per i Diritti umani della Camera dei rappresentanti dell’Egitto si farà carico nei prossimi giorni, insieme alle questioni spinose relative alle violazioni dei diritti umani nelle carceri e agli arresti arbitrari compiuti dalle forze di sicurezza egiziane. Lo ha assicurato la parlamentare cristiana copta egiziana Margaret Azer, intervistata dal quotidiano egiziano dell’opposizione Shorouk. «Formeremo una commissione d’inchiesta – ha aggiunto – sugli arresti casuali e le violazioni dei diritti umani nelle carceri».

Azer, che dal 22 marzo scorso occupa anche il seggio riservato alle donne politiche arabe in seno all’Unione interparlamentare, ha confermato anche l’intenzione di chiedere un incontro al Presidente Abdel Fatah al Sisi e ai suoi consiglieri sui temi della sicurezza per discutere degli abusi degli apparati egiziani. Abusi denunciati in maniera sempre più insistente anche da campagne di mobilitazione internazionale, dopo che il corpo di Giulio Regeni è stato ritrovato senza vita e con evidenti segni di torture lo scorso 3 febbraio, in un fosso lungo la strada tra Il Cairo e Alessandria.

27 aprile 2016