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Emergenza freddo, il piano di Roma Capitale

Dal 1° dicembre le iniziative per chi vive in strada. Stanziato dal Campidoglio oltre 1 milione di euro per l’accoglienza secondo diverse fasce orarie

Dal 1° dicembre le iniziative per chi vive in strada. Stanziato dal Campidoglio oltre 1 milione di euro per l’accoglienza secondo diverse fasce orarie

Prende il via domani, giovedì 1° dicembre, il piano freddo di Roma Capitale. Stanziato 1.016.417 euro – oltre 250mila euro in più rispetto all’anno precedente, grazie all’utilizzo di fondi derivanti da un bene confiscato alla criminalità -, per garantire accoglienza, soprattutto nelle ore notturne, a quanti vivono in strada, in un periodo dell’anno nel quale le basse temperature si traducono in gravi rischi per la salute.

Nel concreto, sono stati allestiti 65 posti in strutture di accoglienza per la durata di 24 ore e 180 in modalità di accoglienza da 15 ore. Ancora, 100 posti in strutture nelle quali trovaer rifugio per 9 ore e 180 per la durata di sole 4 ore. Oltre a queste modalità, che resteranno attive fino al 30 aprile 2017, ne saranno attivate altre dai vari municipi. Per l’assessore Laura Baldassarre, l’obiettivo è quello di «offrire alle  persone fragili forme diversificate di accoglienza». In concreto, nei centri diurni da 9 ore «è prevista la fornitura del pranzo e servizio lavanderia, cambio abiti e doccia»; nelle strutture di accoglienza da 4 ore «la distribuzione di bevande calde e snack, servizio lavanderia,  cambio abiti e doccia». Cambio abiti e doccia anche nei centri notturni aperti per 15 ore, dove l’accoglienza inizia alle 18, quindi è prevista la cenaa, il pernotto, la colazione e il servizio lavanderia. Nei centri attivi h24 infine «è prevista oltre all’accoglienza diurna o notturna, la cena, il pernotto, la colazione, il pranzo e il servizio lavanderia, il cambio abiti e la doccia».

L’obiettivo, spiegano dal Campidoglio, non è solo quello di erogare una prestazione ma di «valorizzare e stimolare gli utenti alla cura di sé e dell’ambiente ospitante». Il progetto infatti mira anche ad «individuare, formulare e avviare un percorso a breve termine per un recupero delle capacità di autonomia in stretta connessione con i servizi sociali municipali o di altre città e in collegamento con le istituzioni territorialmente competenti e la rete informale delle risorse». Va in questa direzione anche la differenziazione dell’accoglienza offerta. L’attivazione di strutture per 15 e 24 ore infatti è stata pensata in modo particolare per «persone estremamente vulnerabili che, pur mantenendo un discreto livello di autosufficienza e autonomia, necessitano di un ambiente protetto». Diverso il caso delle accoglienza brevi, da 4 e 9 ore, pensate per quelle particolari tipologie di persone senza fissa dimora «poco inclini ad accettare ospitalità notturna, che invece accettano più facilmente quella diurna». Accoglienze diurne anche per i molti migranti di passaggio nella Capitale, che chiedono servizi «di bassissima soglia» e non accettano ospitalità notturna, in previsione di una partenza imminente.

30 novembre 2016