Emma in tour per “Essere qui” nei palazzetti italiani

Il 16 maggio tappa al Palalottomatica con undici canzoni che mettono in evidenza un’interprete più profonda e femminile, ironica e concreta

Della ultima generazione di voci femminili emerse dai talent, quella di Emma è sicuramente una delle più riconoscibili. Trentaquattro anni (il prossimo 25 maggio), una carriera in ascesa, iniziata sui banchi televisivi di Maria de Filippi, con la vittoria della nona edizione di “Amici”, nel 2010, una credibilità conquistata a telecamere spente, tra album con canzoni azzeccate e concerti dal vivo con un pubblico che, man mano è cresciuto con lei.

A due anni di distanza dall’ultimo lavoro in studio, Emma è uscita dalla sua comfort zone con “Essere qui”, sesto album di inediti pubblicato lo scorso gennaio, (su etichetta Universal Music, la stessa di sempre), con undici canzoni che mettono in evidenza un’interprete più profonda e femminile, ironica e concreta. Al disco, che spazia dal blues al rock, al pop, hanno collaborato autori di notevole personalità e musicisti del calibro di Paul Turner, bassista dei Jamiroquai, Enrico “Ninja” Matta, batterista dei Subsonica, Lorenzo Poli, bassista di tanti, anche di Mina, Luca Mattioni, che è anche da sempre il produttore di Emma, Adriano Viterbini dei Bud Spencer Blues Explosion e Andrea Rigonat. E se Emma è autrice di “Sorrido lo stesso” (“Io ora lo so/ Mentre mi guardo in questo specchio / E riconosco ogni mio singolo difetto/ So cosa voglio davvero”), sono tanti gli autori che hanno collaborato, come Roberto Casalino, Giovanni Caccamo, Amara e Giuliano Sangiorgi.

«In questo disco ho perdonato la parte più fragile di me, ho imparato ad accettare cose che preferivo non vedere: mi racconto nella forma più onesta e sincera che conosco – ha dichiarato la cantante pugliese presentando il disco -. Fermarmi per un po’ mi ha dato la possibilità di ascoltarmi di più: mi mancava la fiducia in me stessa, ora vedo più luce». Tutto è nato con “L’isola”, brano manifesto dell’album, che invita a uscire dall’isolamento dei nostri giorni, (tema ripreso anche in “Mi parli piano”): «È stato il primo brano che ho ascoltato, due anni e mezzo fa: è stato come se un fascio di luce mi avesse spaccato in due, il motore che mi ha spinto a lavorare in questa maniera».

Quella luce ora illumina una Emma più consapevole, capace di controllare meglio la sua voce, che assume nuove sfumature, più dolci e meno aggressive che in passato, anche se nel timbro, si riconoscono quelle che lei ha sempre indicato come le sue “madri” artistiche, Gianna Nannini e Loredana Berté; più sicura anche della sua femminilità, in un momento in cui si parla molto di violenza sulle donne e molestie: «Ci sono ambienti ancora sessisti nella musica italiana, per cui mi trinceravo dietro al chiodo di pelle nera per acquistare credibilità di musicista. Mi piace quando le donne in primis sono solidali fra loro, non mi piace quando invece non si impegnano. Il modo migliore per convincere gli uomini a supportarci è raccontare con sincerità quello che siamo».

Più schietta anche nei testi, come in “Le ragazze come me”, inno dell’identità femminile e “Malelingue”, in cui invita a rispondere al cyberbullismo con il sorriso e l’indifferenza. Una maturità data sicuramente da prove difficili nella vita come il cancro a utero e ovaie affrontato e superato da giovanissima, a venticinque anni, che l’hanno trasformata in un punto di riferimento non solo musicale: «Io un esempio di forza per le donne? È una grande responsabilità, ma la mia educazione arriva da mia madre, una grande donna. Lei è il mio esempio di onestà, rispetto dell’altro e sincerità».

Proiettata ormai anche a livello internazionale, vedi l’esperienza a Tokyo all’interno del festival “Italia Amore Mio 2018”, e quella a Las Vegas, in uno showcase esclusivo sul palco della Latin Billboard Music Week, principale manifestazione dedicata agli operatori del settore discografico legata al mercato latino-americano, lo scorso 25 aprile, ora Emma è in tour nei palasport italiani e il 16 maggio farà tappa al Palalottomatica di Roma, dove lo scorso 2 maggio è stata vista tra il pubblico di Jovanotti. «Ho scelto questa carriera per il palco», ripete spesso Emma. E allora, vale la pena andarla a sentire live.

 

 

14 maggio 2018