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Esposizione al sole e protezione: i consigli del dermatologo

Fotoprotezione indispensabile nei periodi di soggiorno al mare ma ancor di più in montagna. Evitare l’esposizione diretta nei primi 6 mesi di vita. Importante proteggere gli occhi

Nelle prime fasi della vita la quantità di melanina prodotta è minima per poi aumentare progressivamente con lo sviluppo. Studi epidemiologici hanno dimostrato che l’esposizione intensa in età prepuberale esercita effetti assai più nocivi ai fini del rischio di tumori della pelle. Infatti, il melanoma sarebbe in parte determinato da fattori genetici ed in parte dalle abitudini all’esposizione alle radiazioni UV in particolare nell’età pediatrica.

Bisogna sottolineare però che gli effetti positivi del sole sono di gran lunga superiori a quelli nocivi. Infatti, oltre ad avere un’azione antidepressiva, riscalda il corpo grazie alla componente dei raggi infrarossi e attiva la vitamina D. Inoltre il sole può indurre il miglioramento di numerose dermatosi, tra le quali: la dermatite atopica, la psoriasi, l’ittiosi , la pitiriasi lichenoide e la vitiligine.

La fotoprotezione consiste nella messa in opera di provvedimenti atti a ridurre gli effetti nocivi delle radiazioni ultraviolette sulla cute. Essa dovrebbe essere sempre effettuata durante i periodi di soggiorno al mare ma ancor di più sul viso nei soggiorni in montagna. Ad alta quota, infatti, lo strato di atmosfera che attenua l’effetto dei raggi UV si assottiglia aumentando il potere cancerogeno degli stessi.

La fotoprotezione è basata sull’applicazione topica di schermi solari fisici o chimici oppure di fotoprotettori assunti per via sistemica. I filtri fisici sono costituiti da polveri naturali (ossido di zinco e biossido di titanio) che riflettono e diffrangono le radiazioni. I filtri chimici assorbono determinate lunghezze d’onda della luce. I fotoprotettori per via sistemica sono generalmente basati su sostanze ad attività antiossidante. Per i bambini bisogna assolutamente prediligere i prodotti a base di filtri fisici che, sebbene cosmeticamente meno gradevoli, non hanno rischi di tossicità.

Sebbene l’effetto carcinogeno degli UVB sia maggiore di quello degli UVA, normalmente durante l’esposizione al sole su una spiaggia si assorbe una quantità di UVA 100 volte superiore, si comprende quindi l’importanza di utilizzare degli schermi solari protettivi nei confronti di entrambi gli ultravioletti (A e B). In età pediatrica bisogna preferire sempre i prodotti con fattori di protezione più alti tenendo presente che non esistono protezioni o schermi totali e che normalmente la protezione massima dichiarata è di 50+ per gli UVB mentre per gli UVA non ci sono ancora metodi standardizzati.

In sintesi i consigli pratici da osservare quando ci si espone al sole sono:

– Evitare l’esposizione diretta al sole nei primi 6 mesi.

– Evitare l’esposizione tra le ore 11:30 e 15:30 quando la concentrazione dei raggi UV è maggiore

– Soprattutto nei bambini più piccoli fare uso degli indumenti (cappello, vestiti leggeri ma coprenti anche gli arti) con fattori di protezione (UPF) elevato.

– Ricordarsi di proteggere anche gli occhi da una eventuale esposizione eccessiva ai raggi UV con occhialetti adeguati.

– Considerare che l’acqua, la neve e la sabbia (riflette il 25% dei raggi UV) possono riflettere i raggi UV in percentuali considerevoli per cui anche sotto l’ombrellone è necessario proteggersi come una protezione efficace.

– Non sottovalutare l’esposizione ai raggi UV nelle giornate nuvolose, quando l’assorbimento dei raggi infrarossi rende più tollerabile e più prolungata l’esposizione ai raggi UV.

– Non utilizzare prodotti potenzialmente fotosensibilizzanti come farmaci, cosmetici, profumi

– Aumentare progressivamente la durata dell’esposizione (di 15-30 minuti al giorno)

– Partire all’inizio con fattori di protezione elevati per diminuire solo quando si è sviluppata un’abbronzatura sufficiente
– applicare ripetutamente le creme protettive (ogni 2 ore circa e dopo ogni bagno)

– Scegliere un prodotto ben tollerato e cosmeticamente accettabili onde evitare il rifiuto da parte del bambino

– Consultare il dermatologo per consigli specifici nel caso di bambini affetti da patologie cutanee o sistemiche associate a fotosensibilità.

* U.O.C. di Dermatologia Dipartimento di Medicina Pediatrica IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

3 giugno 2014