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Fine vita, Aigoc: «Disastrose conseguenze dall’approvazione del ddl in esame»

Secondo i ginecologi e ostetrici cattolici, il testo al vaglio della Camera «di fatto legalizza l’uccisone di minori e incapaci per decisione di genitori e tutori»

Secondo i ginecologi e ostetrici cattolici, il testo al vaglio della Camera  «di fatto legalizza l’uccisone di minori e incapaci per decisione di genitori e tutori

Dai ginecologi e dagli ostetrici cattolici riuniti nell’Aigoc arriva «pieno dissenso» verso il testo unificato della proposta di legge in materia di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento, che entro la fine del mese sarà esaminato in aula dalla Camera dei deputati. Un ddl che, secondo i medici dell’associazione, «di fatto legalizza esplicitamente l’uccisione dei minori e degli incapaci per decisione dei loro genitori e dei loro tutori e calpesta completamente la figura e la missione del medico». Quest’ultimo infatti si trova ridotto a «semplice esecutore delle volontà altrui» e costretto a «compiere azioni che porteranno alla morte dei pazienti affidati alle sue cure senza la possibilità di obbedire alla sua coscienza e di appellarsi alle autorità giudiziarie».

Ancora, «come ostetrici e ginecologi – si legge nella nota diffusa dall’Aigoc – sentiamo il dovere di sottolineare come l’articolo 2 permette l’uccisione dei neonati prematuri o disabili e dei neonati con alterazioni genetiche o malformazioni scampati alla selezione eugenetica della diagnostica prenatale». L’invito rivolto a tutti i parlamentari è quindi a «valutare attentamente le disastrose conseguenze che comporta l’eventuale approvazione di tale proposta di legge o di proposte simili, che conculcano la figura e la missione
del medico, che fino ad oggi ha sempre operato “secondo scienza e coscienza” curando e prendendosi cura delle persone che si affidano o che a lui sono affidate».

14 febbraio 2017