Fine vita, processo a Cappato davanti alla Corte Costituzionale

Sollevata l’eccezione di illegittimità costituzionale. Il presidente di Scienza & Vita, Gambino: «Decisione che rischia di estirpare il principio di solidarietà nei confronti di chi versa in situazioni di debolezza»

La Corte d’Assise di Milano, chiamata a giudicare Marco Cappato accusato di avere aiutato Dj Fabo a morire in Svizzera con il “suicidio assistito”, ha deciso di trasmettere gli atti del processo alla Corte Costituzionale perché si valuti la legittimità del reato di aiuto al suicidio nel processo all’esponente dei Radicali. Il pubblico ministero ha chiesto l’assoluzione, proponendo in subordine l’eccezione di illegittimità costituzionale. Adesso la Corte, oltre a esprimere un giudizio sul processo a Cappato, potrebbe con la sua decisione indicare la strada “giurisprudenziale” per trattare i prossimi casi riguardanti il “fine vita”.

A questo riguardo, il presidente di Scienza & Vita, Alberto Gambino ha giudicato la scelta di rimettere la questione alla Corte «rischia di estirpare dalle fondamenta del nostro ordinamento il principio di solidarietà che chiede a ciascun cittadino di farsi carico delle fragilità di chi versa in situazioni di debolezza». Gambino, che è anche prorettore dell’Università Europea di Roma, ha chiarito che «se passasse il principio che davanti ad una volontà suicidaria, gli altri consociati non solo debbano restare inerti ma siano addirittura legittimati ad agevolarla si realizzerebbe la rottura di un sistema di presìdi e cautele che da sempre mettono al centro il valore unico e irripetibile di una vita umana».

Dall’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci), è arrivato l’invito a «vigilare con estrema attenzione» su come la legge sulle Dat «troverà concreta applicazione nella giurisprudenza, nonché nella vita e nella prassi sanitaria del nostro Paese, affinché forzando il testo della legge, non siano illegittimamente incentivate o perseguite pratiche che violino il supremo rispetto che si deve alla dignità della persona, soprattutto se malata». L’Unione, conclude il comunicato, «si impegna pertanto a seguire da vicino tutte le pratiche sociali che verranno modellate sul testo della nuova legge, per valutarle in quella prospettiva di giustizia, che è compito dell’Ugci tutelare e promuovere».

 

15 febbraio 2018