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Francesca Cabrini, la santa «forgiata dai poveri»

Il vescovo ausiliare Giuseppe Marciante ha chiuso l’anno dedicato alla religiosa «patrona di tutti gli emigranti» nella parrocchia del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi

I suoi insegnamenti sono stati profetici e il suo esempio, a cento anni dalla morte, è quanto mai attuale per far fronte con intelligenza, giustizia e amore al fenomeno delle migrazioni. È santa Francesca Saverio Cabrini, la “celeste patrona di tutti gli emigranti”, per la quale questa mattina, lunedì 13 novembre, monsignor Giuseppe Marciante, vescovo ausiliare del settore Est, ha officiato una Messa nella parrocchia del Santissimo Sacramento a Tor de’ Schiavi. Concelebranti don Maurizio Mirilli e don Stefano Meloni, rispettivamente parroci del Santissimo Sacramento e di Santa Maria Madre della Misericordia.

Presenti gli alunni dell’istituto “Cabrini” di via Anagni che ha organizzato la cerimonia al termine dell’anno cabriniano. I bambini, dai tre ai 13 anni, dopo aver raggiunto la chiesa in processione hanno deposto ai piedi dell’altare piantine di violette, tanto amate da santa Cabrini. Il centenario, come lo ha definito Papa Francesco in una lettera inviata alla madre generale, suor Barbara Stanley, «è uno degli eventi principali che segnano quest’anno il cammino della Chiesa, sia per la grandezza della figura che si commemora, sia per l’attualità del suo carisma e del suo messaggio, non solo per la comunità ecclesiale ma per l’intera società».

Fondatrice delle Suore Missionarie del Sacro Cuore, la religiosa desiderava essere missionaria in Cina come il santo al quale si ispirava, Francesco Saverio. Nel 1889, in obbedienza ai suoi superiori, partì per gli Stati Uniti, dove in seguito prese la cittadinanza, per assistere gli immigrati italiani per i quali tanto si prodigò affinché ottenessero una vera integrazione. Oltreoceano costruì asili, scuole, convitti per studentesse, orfanotrofi, case di riposo per laiche e religiose, ospedali. Papa Leone XIII già nel 1898 affermava che madre Cabrini, prima cittadina statunitense canonizzata, «è una santa vera, ma così vicina a noi che diventa la testimone della santità possibile a tutti».

«I poveri l’hanno amata, forgiata
e formata e lei ci ha lasciato un insegnamento straordinario» ha detto monsignor Marciante ricordando che in questo particolare periodo storico gli italiani, soprattutto i giovani, si vedono di nuovo costretti a lasciare la propria terra per emigrare all’estero ma allo stesso tempo moltissimi immigrati raggiungono il nostro Paese. A tal proposito ha richiamato l’attenzione su recenti episodi di razzismo come quello che ha visto Anna Frank raffigurata con la maglia della Roma. «Se certi sentimenti non vengono convertiti subito – ha aggiunto – possono diventare pericolosi. Fondamentale è il ruolo delle nostre scuole oggi “multicolori”».

La presenza di bambini provenienti
da altri paesi rappresentano «una ricchezza» ha proseguito il vescovo per il quale la grande «intuizione» di madre Cabrini è stata quella di favorire che gli italiani giunti a New York o in Argentina conservassero la loro cultura e le loro tradizioni. «Questo è ciò che serve a noi in Italia oggi – ha concluso –. Queste nuove generazioni sono figlie del nostro Paese e bisogna rispettarsi l’un l’altro perché apparteniamo tutti alla stessa razza umana». Presenti alla celebrazione la madre generale suor Barbara Stanley, la madre superiore e la preside dell’istituto scolastico, rispettivamente suor Marta Maria Castillo Lopez e Simonetta Moretti e il presidente del municipio V Giovanni Boccuzzi.

 

13 novembre 2017