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Francesco ai Colombiani: «Mi avete fatto tanto bene»

Terminato il viaggio apostolico del pontefice. Al centro, il grande incontro per la riconciliazione nazionale, con le vittime della guerriglia

Terminato il viaggio apostolico in Colombia, Papa Francesco ha fatto ritorno a Roma questa mattina, lunedì 11 settembre. Giornate «intense e belle», le ha definite il Santo Padre al termine della Messa celebrata ieri nell’area portuale di Cartagena de Indias, durante le quali ha visitato Bogotà, Villavicencio, Meddelin e Cartagena. Prima di andare via ha ringraziato il popolo colombiano: «Voi mi avete fatto tanto bene».

“Fare il primo passo” è stato il motto delle giornate trascorse oltreoceano, scandite da incontri, preghiere, appelli alla pace, dalla condanna al «dramma lacerante della droga che ha spento tante vite» e dall’appello rivolto più volte affinché si ponga fine al narcotraffico. “Fare il primo passo” è stato anche l’invito rivolto ai vescovi che devono sostenere e guidare la Colombia «verso la pace definitiva, la riconciliazione, verso il ripudio della violenza come metodo, il superamento delle disuguaglianze che sono la radice di tante sofferenze, la rinuncia alla strada facile ma senza uscita della corruzione».

Momento clou del viaggio è stato il grande incontro per la riconciliazione nazionale che si è svolto venerdì 8 settembre a Parque Las Malocas, Villavicencio. Centinaia di migliaia le persone che hanno partecipato al raduno di preghiera, tra le quali molte vittime della guerriglia che ha insanguinato per più di 50 anni il Paese, militari ed ex agenti di polizia, insieme a ex guerriglieri. Un incontro desiderato dal Papa che ha espresso la sua vicinanza alle vittime e invitato i Colombiani a non avere paura «di chiedere e di offrire il perdono. Non fate resistenza alla riconciliazione che vi fa avvicinare, ritrovare come fratelli e superare le inimicizie. È ora di sanare ferite e di gettare ponti. L’odio non ha l’ultima parola, l’amore è più forte».

Durante il viaggio il Papa ha incontrato anche i bambini vittime della violenza e dell’abbandono, ospitati nella casa famiglia Hogar San Josè, gestita dalla diocesi di Medellin, e benedetto la prima pietra delle case per i senzatetto e dell’Opera Talitha Qum. È a Medellin che Francesco, durante l’incontro con sacerdoti, consacrati e consacrate, seminaristi e i loro familiari ha ricordato «le tante giovani vite stroncate, scartate, distrutte. Vi invito a ricordare, ad accompagnare questo luttuoso corteo, a chiedere perdono per chi ha distrutto le aspirazioni di tanti giovani, chiedere al Signore che converta i loro cuori, che abbia fine questa sconfitta dell’umanità giovane».

Congedandosi dal popolo colombiano Francesco ha esortato «a non fermarsi a “fare il primo passo”, ma continuare a camminare insieme ogni giorno per andare incontro all’altro, nella ricerca dell’armonia e della fraternità. Non possiamo fermarci». Quindi ha sottolineato che «”fare il primo passo” è, soprattutto, andare incontro agli altri con Cristo, il Signore. Ed Egli ci chiede sempre di fare un passo deciso e sicuro verso i fratelli, rinunciando alla pretesa di essere perdonati senza perdonare, di essere amati senza amare. Se la Colombia vuole una pace stabile e duratura, deve fare urgentemente un passo in questa direzione, che è quella del bene comune, dell’equità, della giustizia, del rispetto della natura umana e delle sue esigenze».

11 settembre 2017