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Francesco al Quirinale incontra Mattarella

Il Papa sale al Colle per ricambiare la visita del capo dello Stato dello scorso aprile. Una lunga consuetudine iniziata con Giovanni XXIII

Il Papa sale al Colle per ricambiare la visita del capo dello Stato dello scorso aprile. Una lunga consuetudine iniziata con Giovanni XXIII 

Sabato 10 giugno, Papa Francesco salirà al Quirinale per far visita al presidente della Repubblica italiana, Sergio Matterella, che si era recato a sua volta in visita ufficiale in Vaticano il 18 aprile 2015. Nei giardini del Quirinale saranno presenti anche 300 bambini dei paesi del Centro Italia colpiti dal terremoto. Il primo presidente incontrato da Papa Francesco è stato Giorgio Napolitano, il 14 novembre 2013, per restituire la visita fatta in Vaticano dal Capo dello Stato l’8 giugno 2013. Napolitano era presente anche il 19 marzo 2013 in piazza San Pietro, quando Bergoglio ha iniziato il suo pontificato, mentre il 21 novembre del 2014 si è reso protagonista di una visita a sorpresa a Papa Francesco, a Santa Marta.

Giovanni XXIII è stato il primo Papa a fare visita alle autorità italiane dopo la nascita della Repubblica, ma la consuetudine dello scambio di visite tra Pontefici e capi dello Stato risale a 71 anni fa, senza contare le visite e gli incontri informali e privati che alcuni presidenti hanno avuto con diversi Pontefici. Era il 31 luglio 1946 quando Papa Pio XII accolse Enrico de Nicola, politico che la storiografia ricorda come il primo presidente della Repubblica (e secondo Capo di Stato dopo Alcide De Gasperi).

In assoluto la prima visita di un rappresentante del popolo italiano al Papa, in Vaticano, risale a 88 anni fa, quando il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena incontrarono Pio XI dopo la firma dei Patti Lateranensi: era il 7 giugno 1929. Dieci anni dopo, il 21 dicembre 1939, i sovrani tornarono in Vaticano per essere ricevuti dal nuovo Papa: Pio XII, il quale il 28 dicembre 1939 si recò al Quirinale per ricambiare la visita. Spetta dunque a Papa Pacelli il primato di essere il primo Papa a visitare il Quirinale, dove in passato risiedevano i Pontefici alcune settimane dell’anno.

Il 3 luglio 1962 Giovanni XXIII incontra il presidente Antonio Segni in Vaticano e l’11 maggio 1963 si reca a sua volta al Palazzo del Quirinale per ricambiare la visita, diventando così il primo Papa a fare visita alle autorità italiane dopo la nascita della Repubblica. In precedenza (tra 1946 e 1959) tre presidenti fecero visite ufficiali al Papa in Vaticano: Enrico di Nicola, Luigi Einaudi e Giovanni Gronchi (due volte), ma nessuna di queste visite fu ricambiata da Pio XII e Giovanni XXIII.

Tre i presidenti ricevuti da Paolo VI, visite non tutte ricambiate. Papa Montini riceve, infatti, in Vaticano il presidente Antonio Segni (24/07/1963) e ricambia la visita al Quirinale il 1° gennaio 1964. Poi è la volta di Giuseppe Saragat (12/06/1965) al quale ricambia la visita il 21 marzo 1966. Infine Paolo VI riceve in Vaticano Giovanni Leone (22/09/1972), ma non ricambia la visita recandosi al Quirinale come aveva fatto con Segni e Saragat. Poi un lungo periodo, dal 1972 al 1984, durante il quale nessun presidente va in Vaticano e nessun Papa visita il Quirinale.

Papa Wojtyla è il Pontefice che ha incontrato più presidenti: quattro. A cominciare da Sandro Pertini (21/05/1984) al quale, il 2 giugno 1984, ricambia la visita recandosi al Quirinale. Poi Francesco Cossiga (04/10/1985), con restituzione della visita il 18 gennaio 1986. Il terzo presidente è Oscar Luigi Scalfaro (27/11/1992), a cui Wojtyla restituirà la cortesia il 20 ottobre 1998. Infine Carlo Azeglio Ciampi (19/10/1999), al quale il Papa non restituisce la visita date le sue precarie condizioni di salute.

Papa Ratzinger riceve in Vaticano Carlo Azeglio Ciampi (03/05/2005) e contraccambia la cortesia andando al Quirinale il 24 giugno 2005. Poi è la volta di Giorgio Napolitano (20/11/2006), a cui restituisce la visita il 4 novembre 2008. Il 23 febbraio 2013, in veste informale, il presidente Napolitano ha fatto visita a Papa Ratzinger che si accingeva a lasciare il papato il 28 febbraio, dopo la sua rinuncia. (M. Michela Nicolais)

 

 

9 giugno 2017