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Francesco incontra i nonni: «Violenza sugli anziani è disumana»

In piazza San Pietro erano più di 30mila, venuti da tutto il mondo. Il Papa: «Avete salvato la fede in Paesi dove la persecuzione religiosa è stata crudele». Tra gli invitati due profughi iracheni in fuga dall’Isis. Presente anche Benedetto XVI definito dal Papa: «Nonno saggio»

 

Mubarak e Aneesa hanno dovuto abbandonare la propria casa, i loro 10 figli, i 12 nipoti. Dopo 51 anni trascorsi insieme a Qaraqosh, lo scorso agosto sono stati costretti a lasciare la principale città cristiana dell’Iraq a causa dell’arrivo dei jihadisti dell’Isis. «Hanno distrutto le campane per mettere al loro posto i drappi neri del califfato» ha spiegato Mubarak a Papa Francesco. Quella dei coniugi iracheni è stata la testimonianza più toccante de “La benedizione della lunga vita”, la festa degli anziani e dei nonni organizzata in piazza San Pietro, domenica 28 settembre, dal Pontificio Consiglio per la Famiglia. Francesco ha ringraziato i nonni d’Iraq offrendo loro «vicinanza, preghiera e l’aiuto concreto». La violenza sugli anziani è «disumana», ha sottolineato il Papa, «come quella sui bambini. Questi fratelli ci testimoniano che anche nelle prove più difficili, gli anziani che hanno fede sono come alberi che continuano a portare frutto».

 

Ad aprire l’incontro è stato il vescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, che ha indirizzato un particolare saluto al Papa emerito Benedetto XVI, presente sul sagrato di San Pietro, definendolo «primo nonno tra tutti i nonni». Riferimento fatto proprio anche da Francesco che, durante il discorso ai 30mila presenti, ha sottolineato la gioia di avere Benedetto XVI in Vaticano, «perché – ha detto a braccio – è come avere il nonno saggio in casa».

 

Guardando la folla riunita in piazza, il Papa ha proseguito ricordando il compito degli anziani: trasmettere e condividere la saggezza della fede. E ripercorrendo con la memoria l’ultimo viaggio, ha aggiunto: «In quei Paesi dove la persecuzione religiosa è stata crudele, penso per esempio l’Albania dove mi sono recato domenica scorsa, sono stati i nonni a battezzare i bambini di nascosto e a dare la fede, bravi, sono stati bravi nella persecuzione e hanno salvato la fede in quel Paese». E invece, quante volte si «scartano» gli anziani. Abbandonandoli, condannandoli a «una vera e propria eutanasia». Come lo si fa con i bambini, ha riflettuto Francesco, o «con i giovani perché non hanno lavoro». Quindi l’appello del Papa: «Siamo tutti chiamati a contrastare questa velenosa cultura, i cristiani con tutti gli uomini di buona volontà sono chiamati a costruire una società più umana, paziente e inclusiva».

 

Benedetto XVI e Papa Francesco hanno poi ascoltato insieme i numerosi artisti che hanno partecipato alla giornata. Tra di loro Andrea Bocelli, Massimo Ranieri e Claudio Baglioni che hanno dedicando ai nonni “Con te partirò”, “Ti voglio bene assai” e “Strada facendo”. Nell’omelia della Messa, conclusiva della giornata, Papa Francesco ha osservato: «Nel Vangelo Gesù non ha abolito la legge della famiglia e del passaggio tra generazioni, ma l’ha portata a compimento». «Il Signore – ha ricordato Francesco – ha formato una nuova famiglia, nella quale sui legami di sangue prevale la relazione con Lui e il fare la volontà di Dio Padre. Ma l’amore per Gesù e per il Padre porta a compimento l’amore per i genitori, per i fratelli, per i nonni, rinnova le relazioni familiari con la linfa del Vangelo e dello Spirito Santo».
Prima di regalare a tutti i partecipanti una copia del Vangelo di Marco, Francesco ha invitato i fedeli a pregare per il prossimo Sinodo sulla famiglia: «Domenica prossima inizierà l’Assemblea Sinodale sul tema della famiglia. Invito tutti – ha detto il Papa -, singoli e comunità, a pregare per questo importante evento e affido questa intenzione all’intercessione di Maria Salus Populi Romani».

29 settembre 2014