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Francesco: un medico diacono con la vocazione nata al Gemelli

Il frate minore è stato ordinato diacono dal vescovo Claudio Giuliodori nella chiesa dell’Università Cattolica. Qui ha studiato e si è laureato in medicina. Adesso porta avanti la sua missione a L’Aquila

Aveva deciso di dedicare la sua vita ai malati. Per questo aveva studiato e conseguito la laurea in Medicina all’università Cattolica del Sacro Cuore. Mai avrebbe immaginato che il contatto quotidiano con i pazienti avrebbe significato l’incontro con Cristo e la decisione di entrare nell’ordine dei frati Minori della provincia di San Bonaventura (che comprende il territorio dell’Abruzzo e del Lazio). Fra Francesco Lo Presti, 35 anni, siciliano di origine, sabato 4 novembre è stato ordinato diacono nella Chiesa centrale della sede romana dell’Università Cattolica dall’assistente ecclesiastico generale, il vescovo Claudio Giuliodori.

Nato a Barcellona Pozzo di Gotto,
provincia di Messina, fra Francesco si è trasferito a Roma quando aveva 19 anni per realizzare il sogno di diventare medico. Ed è proprio nelle aule e nelle corsie del policlinico Agostino Gemelli che è nata la sua vocazione e ha deciso di farsi guidare dal comandamento dell’amore per eccellenza “Ama il prossimo tuo come te stesso”. «Ho scelto lo studio della medicina per essere vicino al malato, per sostenerlo, guarirlo, essergli di aiuto – spiega -. Dopo la laurea in Medicina e chirurgia alla Cattolica ho iniziato la specializzazione in Chirurgia generale presso il Campus Bio-Medico. Vedevo che il mio progetto di vita gradualmente stava prendendo forma. Ero medico, lavoravo, ero fidanzato, desideravo vivere per la famiglia e per i malati, non immaginavo che il Signore avesse progettato altro per me».

Durante gli anni della specializzazione, infatti, Francesco e la fidanzata hanno iniziato a seguire un corso nel convento di San Bonaventura al Palatino. Nel corso di questo cammino spirituale Francesco fa il suo «incontro personale con l’amore di Dio», inizia a guardarsi dentro e a sentire forte il desiderio di vivere alla presenza del Signore che si era fatto presente nella sua storia e nella relazione con i malati. Il francescano ricorda bene il momento il cui Cristo ha toccato il suo cuore colmandolo di un amore «mai provato che nasceva dalla contemplazione e dalla preghiera a Gesù Crocifisso. Quell’amore di Gesù in croce, che sentivo rivolto a me personalmente, mi ha trasformato e rinnovato dentro, cambiando il mio modo di vedere la realtà e le persone. Quello stesso amore lo iniziavo ad avvertire e sperimentare con i malati che incarnavano Gesù Amore Crocifisso che ama sino alla fine anche nella povertà e nella nudità. Dal desiderio di amare l’altro sono passato a riconoscere che prima di tutto sono l’amato e a partire da questo amore posso amare il prossimo. Ho cercato il modo di restituire tutto questo amore fino a quando non ho capito che il Signore mi chiamava a vivere come san Francesco, che non si mette solo accanto al povero ma si fa esso stesso povero per amare e restituire tutto al Padre donandosi ai fratelli nell’umiltà».

Il ministero del diaconato è il primo grado del sacramento dell’ordine ed è il ministero del servizio, il ministero di Cristo servo. «Il diaconato – rivela il frate minore – non è tanto una mia scelta quanto piuttosto la risposta a una proposta che il Signore Gesù mi sta facendo e mi dona di accogliere. Infatti tale ministero fiorisce all’interno della mia vocazione francescana, ne è espressione concreta e personale. Anche la professione medica è per me riflesso della stessa vocazione».

La vita francescana e lo stesso diaconato esprimono il desiderio di vivere sempre più intimamente con il Signore. «Non voglio trattenere nulla per me – dichiara – ma desidero offrire tutto ciò che ricevo affinché gli altri possano sperimentare lo stesso amore che mi vive dentro, quello di Cristo. Non sono più in ospedale a curare i malati, ma in un convento de L’Aquila a servire i fratelli e i giovani. Il desiderio di amare l’altro è fiorito e continua a stupirmi, rinnovandomi e confermandomi nella risposta alla chiamata del Signore a essere uno con Lui e come Lui a servizio dei fratelli».

Per questo motivo fra Francesco ha scelto per il diaconato il motto “Come ho fatto io a voi”, riprendendo le parole di Gesù (Gv. 13, 15) che, dopo aver lavato i piedi ai discepoli, li esorta a seguire il suo esempio. «Chiedo al Signore di donarmi la grazia di fare anche io lo stesso – conclude – abbassandomi e servendo gli uomini e le donne, accompagnandoli all’incontro con il Signore che ama tutti sino alla fine e che desidera il nostro bene».

6 novembre 2017