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Francesco: «Una vita che non si condivide è un museo»

Il Papa ha inaugurato a Trastevere la sede italiana di Scholas Occurrentes: «No a una educazione d’elite. Capaci di usare mente, cuore e mani»

Il Papa ha inaugurato a Trastevere la sede italiana di Scholas Occurrentes: «No a una educazione d’elite. Capaci di usare mente, cuore e mani» 

Fa ancora tanto caldo quando Papa Francesco arriva, nel tardo pomeriggio di venerdì, a Trastevere. Ad accoglierlo, a Palazzo San Callisto, ci sono i ragazzi della nuova sede italiana (si trova in realtà in zona extraterritoriale) di Scholas Occurrentes, la Fondazione pontificia che opera con giovani di tutto il mondo attraverso reti educative sia pubbliche che private. «Ci starebbe bene un poco di aria condizionata» ha esordito, con una battuta scherzosa, il Papa che per tutto l’incontro si è rivolto in spagnolo rispondendo ai ragazzi delle Scholas in collegamento da 9 Paesi del mondo.

Inaugurazione sede Scholas Occurrentes - trastevereSono intervenuti, nell’ordine, i ragazzi di Italia, Spagna, Emirati Arabi Uniti, Messico, Colombia, Brasile, Paraguay, Haiti e Argentina, dove “Scholas” è cominciata 20 anni fa quando Jorge Mario Bergoglio era vescovo di Buenos Aires. «In questa società per la quale istruire è spesso solo selezionare, ha detto Francesco, bisogna darsi la mano: abbracciare, non aggredire, e riconoscere che nessuna persona è “no”, tutti sono “sì”». A volte, nell’educazione, «selezioniamo male, creiamo gruppi chiusi», ha ammonito il Papa, siamo «incapaci di pensare con un altro, incapaci di lavorare con l’altro».

L’educazione, invece – ha ribadito Papa
Francesco, evocando le parole pronunciate durante l’incontro con il mondo della scuola in piazza San Pietro, il 10 maggio 2014 – è la capacità di parlare «il linguaggio della mente, del cuore, delle mani. Tutti si intrecciano – ha commentato -: Pensare quello che tu senti e quello che tu fai; sentire quello che tu pensi e quello che tu fai e fare quello che tu pensi e quello che tu senti. Unità dentro ognuno di noi, come se fossimo uno straccio – l’invito di Francesco -: Se credo quello che sento, che penso, che amo, allora comunico».

Inaugurazione sede Scholas Occurrentes - trastevereNel mondo della scuola, ha riflettuto il Papa, il pericolo maggiore è l’«elitizzazione». Francesco ha stigmatizzato l’atteggiamento di chi pensa che «il presupposto dell’educazione» sia quello di «creare una élite» a cui questa è destinata. «Educare ragazzi e ragazze non è sapere qualcosa, è sapere usare i tre linguaggi» dell’educazione: quello della mente, quello del cuore e quello delle mani. «Siamo in un mondo in cui domina la globalizzazione, e la globalizzazione è buona – ha spiegato Francesco – però il pericolo è di concepire la globalizzazione come una palla da biliardo, tutta uguale: una sfera dove tutto è equidistante dal centro,  ma in cui si annullano le caratteristiche personali di un ragazzo o di una ragazza. Tutti sono uguali».

«L’autentica globalizzazione è un poliedro»
, ha ribadito il Papa citando l’immagine dell’Evangelii gaudium, «dove cerchiamo l’unità ma ciascuno mantiene la propria peculiarità, la propria ricchezza». L’educazione come «apertura, ascolto, dialogo», non si fa «aggredendo», ha ammonito Francesco, che subito dopo ha esclamato: «No bulli!». «Incontrarsi, dialogare, anche su problemi gravi»: è questo «il lavoro per la formazione», ha detto il Papa citando i ministri e le autorità presenti, che «stanno apprendendo essi stessi ciò che voi apprendete, e hanno il coraggio di essere creativi».

La nuova sede di Scholas Occurrentes
sarà aperta in Messico. Al termine dell’incontro è stata infatti regalata al Papa l’immagine della Madonna di Guadalupe. Con il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, la firma di un accordo che pone le basi della piattaforma italiana di “Scholas”. Bisogna «comunicare senza escludere, perché una vita che non si condivide con gli altri è un museo» ha concluso Francesco, ringraziando tutti coloro che lavorano e hanno lavorato per far crescere quella che oggi è una realtà che comprende 446.133 scuole e reti educative di tutte le confessioni in 190 Paesi nel mondo.

 

9 giugno 2017