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Francia, terrore sul voto

Spari sugli Champs Elysées. Ucciso un agente, morto l’attentatore. L’Isis rivendica l’attentato. Il presidente Hollande: «Obiettivo era la polizia»

Spari sugli Champs Elysées. Ucciso un agente, morto l’attentatore. L’Isis rivendica l’attentato. Il presidente Hollande: «Obiettivo era la polizia» 

È sceso dall’auto estraendo un kalashnikov per poi sparare contro il furgone della polizia sugli Champs Elysée. Parigi viene colpita ancora una volta, in pieno centro, a tre giorni dalle elezioni presidenziali che sanciranno il successore di François Hollande. Il presidente ha preso la parola poco dopo l’una di notte per informare i francesi che la violenta sparatoria in cui ha perso la vita un agente di polizia è opera dei terroristi. Poco dopo sarebbe arrivata la rivendicazione dell’autoproclamato Stato Islamico.

In pochi minuti, dopo i primi spari, l’intera avenue è stata blindata dai furgoni di polizia, da Place de la Concorde fino all’Etoile. Il procuratore della Repubblica francese, Francois Molins, ha fatto sapere che l’identità del terrorista di Parigi è stata stabilita, senza però confermare le generalità diffuse da un sito vicino ai terroristi. In questo modo si vuole evitare che le indagini vengano compromesse, dato che si sta ancora cercando di capire se l’uomo aveva complici.

Secondo il giornale Le Parisien, il libretto di circolazione trovato sull’auto dell’attentatore sarebbe intestato a Karim C., 39 anni. Per l’emittente BFM-TV, l’uomo, nato a Livry-Gargan, nella banlieu nord della capitale, già nel 2001 aprì il fuoco su un agente, ferendolo gravemente. Dopo una condanna a 20 anni fu poi rilasciato. Era schedato come individuo radicalizzato a rischio, una persona nota alle forze dell’ordine. Si ferma intanto la campagna elettorale. Le Pen e Fillon hanno annullato gli impegni previsti per oggi.

Nella serata di ieri è arrivato l’omaggio dei vescovi francesi alle forze dell’ordine: «Giorno e notte, dei poliziotti e dei gendarmi vegliano sulla nostra tranquillità. Che le nostre preghiere li raggiungano tutti questa sera». Così ha scritto monsignor Olivier Ribadeau Dumas, portavoce della Conferenza episcopale in un tweet messo in rete alle 23. «Omaggio alle nostre forze dell’ordine che muoiono proteggendo la pace. Dobbiamo continuare a scegliere la pace piuttosto che la paura», ha scritto sul suo profilo twitter Vincent Neymon, direttore della comunicazione della Conferenza episcopale francese.

20 aprile 2017