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Giornata per la vita, il Papa chiede un «rinnovato impegno»

Il saluto all’Angelus. La Messa del vescovo Leuzzi a Santa Maria in Traspontina: «Non temiamo di annunciare il Vangelo della misericordia per far fiorire la vita»

Il saluto all’Angelus. La Messa del vescovo Leuzzi a Santa Maria in Traspontina: «Non temiamo di annunciare il Vangelo della misericordia per far fiorire la vita che tutti amiamo» 
Famiglie, bambini, giovani e meno giovani. È questo il “popolo della vita” che tra palloncini verdi, striscioni e tanti sorrisi, ieri domenica 7 febbraio, si è dato appuntamento nella suggestiva cornice di una gremita piazza San Pietro per la Giornata per la vita. Dal grembo materno ai viaggi della disperazione di chi scappa dalla guerra, dal terrorismo, dalla fame. La “Misericordia fa fiorire la vita”, è questo il tema della 38ma edizione, celebrata da nord a sud Italia con la necessità di tutelare la vita nei vari contesti che la minacciano.

Nella domenica in cui il Vangelo invita a riflettere sulla chiamata dei primi discepoli di Gesù, il Papa all’Angelus si è soffermato sull’esigenza di un «rinnovato impegno in favore della vita umana, dal concepimento al suo naturale tramonto, da parte dei vari soggetti istituzionali, educativi e sociali», unendosi così a quanto auspicato dai vescovi italiani. «La nostra società va aiutata a guarire da tutti gli attentati alla vita, osando un cambiamento interiore, che si manifesta anche attraverso opere di misericordia. Saluto e incoraggio i docenti universitari di Roma e quanti sono impegnati a testimoniare la cultura della vita».

La Giornata per la vita, promossa
dalla Conferenza episcopale italiana, «ci conduce al cuore del Giubileo». Lo ha affermato il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, delegato per la pastorale sanitaria, ieri, durante la Messa da lui presieduta nella parrocchia di Santa Maria in Traspontina, in via della Conciliazione. «La prima opera di misericordia di cui c’è grande urgenza – ha sottolineato il presule – è l’annuncio e la testimonianza dell’amore coniugale, prima e fondamentale esperienza che fa fiorire la vita, che fa crescere il rispetto per ogni uomo e pone le basi per la democrazia. Siamo chiamati – ha aggiunto – a costruire la società del “noi tutti”, dove ogni uomo e ogni donna partecipa non come elemento di un prolungamento biologico, ma come soggetto storico, che con le sue radici contribuisce a progettare il futuro non in astratto e secondo i propri interessi ma per la promozione di ogni uomo e di ogni donna».
Prendendo spunto dalle letture, il vescovo Leuzzi ha esortato ad «accogliere l’invito di Gesù a “prendere il largo e gettare le reti per la pesca”. Siamo un po’ tutti intimoriti – ha aggiunto – o forse delusi come Simone e i suoi amici che non “avevano preso nulla”. Ma insieme vogliamo rigettare la rete, nonostante la società contemporanea si presenti refrattaria all’annuncio del Vangelo. È la cultura contemporanea – ha evidenziato il presule – che non comprende che la società non ha bisogno di annunci misericordiosi o di opere di misericordia, ma dalla presenza di Dio nella storia. E allora – ha concluso Leuzzi – Signore sulla tua parola lascio tutto e ti seguo per annunciare a tutti il Vangelo della misericordia, primo ed inesauribile dono per far fiorire la vita che tutti amiamo».

La Giornata per la vita è stata preceduta da una settimana ricca di incontri e convegni, pensati soprattutto per chi con la vita lavora ogni giorno, come medici, ginecologi e docenti universitari. Tante le iniziative programmate dalla diocesi di Roma, impegnato anche il “Movimento per la vita” che in oltre cento parrocchie ha distribuito materiale informativo sulle iniziative a tutela della vita umana e 20 mila primule. «È importante in questo anno giubilare della Misericordia essere vicino ai più poveri fra i poveri quali i bambini non nati. In particolare – ha dichiarato Antonio Ventura, presidente del Movimento per la vita romano – noi seguiamo quello che diceva Madre Teresa che verrà fatta Santa in quest’Anno giubilare, ed è la patrona di tutti i movimenti pro life del mondo, e sosteneva che l’aborto è il più grande distruttore della pace. Solidali – ha concluso Ventura – con madre Teresa e con Papa Francesco ricordiamoci di dire un forte no alla cultura dello scarto».

 

8 febbraio 2016