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Giovanni XXIIII patrono dell’esercito, Ramonda: «Una forzatura»

Il presidente della Comunità che porta il nome del “Papa buono”, fondata da don Benzi: «Più opportuno che fosse protettore degli operatori di pace»

Fa discutere la scelta di proclamare Giovanni XXIII santo patrono dell’esercito italiano. Dopo le critiche espresse da Pax Christi Italia, sull’argomento interviene anche Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità fondata da don Oreste Benzi, che del “Papa buono”, il Papa della Pacem in terris, porta il nome. «La Comunità Papa Giovanni XXIII – dichiara – è sorta sul sogno di migliaia di giovani di donare la propria vita in una forma nonviolenta a servizio del Paese, nel bene comune e soprattutto nella condivisione con i più poveri, scegliendo la possibilità del servizio civile e dell’obiezione di coscienza all’uso delle armi». Tra le fonti di ispirazione il presidente rivendica proprio «il magistero di pace di Papa Giovanni XXIII e il suo modo di operare sempre teso a favorire l’incontro e non il conflitto. Famosa – prosegue – è la sua frase: “Insistete su ciò che vi unisce piuttosto che su ciò che vi divide”».

Proprio per questo, spiega ancora Ramonda, «ci sembra decisamente una forzatura farlo diventare patrono di un esercito. Ci sembrerebbe più opportuno che il Papa Buono potesse essere patrono degli operatori di pace, a partire dai tanti giovani che svolgono con noi il servizio civile nelle zone di conflitto, per “sanare le ferite e costruire ponti”, come ha recentemente invitato a fare Papa Francesco. Preghiamo che il Signore illumini i cuori per una scelta che tenga conto del sentire dell’intero popolo di Dio».

12 settembre 2017