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Il «giubileo» per i 1200 anni di Santa Prassede

Dal 15 ottobre celebrazioni promosse dai benedettini vallombrosani, che da 820 anni sono alla guida della basilica. Il rettore: «I mosaici dei due archi e dell’abside del coro sono un vero capolavoro di arte»

Il senatore Pudente fu uno dei primi romani convertiti al cristianesimo, grazie alla predicazione di san Paolo. Le sue figlie Prassede e Pudenziana ne seguirono l’esempio, e fecero costruire un battistero per battezzare i nuovi convertiti. Questo luogo, dotato di un pozzo in cui Prassede conservava anche il sangue dei martiri, divenne presto una chiesa domestica. Passarono i secoli e nell’817 Papa Pasquale I fece completamente riedificare la vecchia struttura ormai fatiscente, e costruire al suo posto una bellissima chiesa, intitolata proprio a santa Prassede. È l’attuale basilica, che festeggia il suo giubileo di 1.200 anni.

Per l’occasione, dal 15 ottobre 2017 al 27 maggio 2018, sarà concessa l’indulgenza plenaria. Nel 1198 Papa Innocenzo III affidò il luogo di culto alla cura della congregazione benedettina vallombrosana. «Da 820 anni custodiamo questo patrimonio – commenta il rettore dom Pedro Savelli -; tra i cardinali titolari figurano san Carlo Borromeo e san Roberto Bellarmino; l’attuale titolare è il cardinale Paul Poupard. Celebrare oggi il suo XII centenario significa far conoscere sempre di più questa basilica e la sua arte; significa accogliere persone da tutto il mondo perché contemplino questo luogo di culto; significa, soprattutto, entrare nella “spiritualità” di questo spazio liturgico: il Locus iste a Deo factus!, Il luogo che Dio ha preparato per noi». Il giubileo sarà anche occasione per richiamare i visitatori nella basilica del rione Monti, nota soprattutto per il ciclo di mosaici risalenti al IX secolo e fatti eseguire da Pasquale I.

«L’insieme dei mosaici dei due archi e dell’abside del coro è impressionante, un vero capolavoro di arte», dice il rettore illustrando le decorazioni dei due archi, con l’Apocalisse e l’Agnello mistico, e dell’abside, dove «Cristo maestro accoglie santa Prassede con sua sorella santa Pudenziana nel numero degli eletti». Mirabile esempio di arte bizantina è anche il cosiddetto “Sacello” di san Zenone, una cappella nota anche come “Giardino del Paradiso”.

13 ottobre 2017