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Giubileo della Misericordia, la lettura della Bolla al Laterano

Davanti alla Porta Santa di San Giovanni in Laterano, la proclamazione del documento che indice l’Anno Santo voluto da Francesco

Davanti alla Porta Santa di San Giovanni in Laterano, la proclamazione del documento che indice l’Anno Santo straordinario voluto da Francesco

Seduto davanti alla Porta Santa, il cardinale vicario Agostino Vallini, circondato da una grande folla radunata nel nartece della basilica di San Giovanni in Laterano, introduce la lettura della Bolla d’indizione del Giubileo straordinario della Misericordia. Consegnato e presentato sabato 11 aprile da Papa Francesco durante la celebrazione dei primi vespri della seconda domenica di Pasqua, ieri, 12 aprile, il documento è stato letto nelle basiliche papali: in mattinata a San Paolo fuori le Mura con il cardinale arciprete James Michael Harvey, a Santa Maria Maggiore con il cardinale arciprete Santos Abril y Castelló, e a San Giovanni, appunto, durante la celebrazione solenne dei secondi vespri della domenica della Divina Misericordia.

A dare lettura di alcuni estratti della Bolla, alla presenza del Capitolo lateranense e tra i fedeli in ascolto anche sui gradini all’esterno della basilica, monsignor Giuseppe Tonello, cancelliere della diocesi. Occasione per «sperimentare l’amore di Dio che consola, che perdona e dona speranza», dice il cancelliere rinnovando gli appuntamenti elencati da Francesco nella Bolla, sarà per chiunque l’apertura della Porta Santa, che avrà luogo il prossimo 8 dicembre, nella solennità dell’Immacolata Concezione e nella ricorrenza del cinquantesimo anniversario della chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II. Ad aprirsi la domenica successiva, cioè la Terza di Avvento, sarà la Porta Santa di San Giovanni in Laterano: poi, sarà la volta delle altre basiliche papali. Mentre pronuncia queste parole, lo sguardo dei presenti si volge alla Porta Santa sotto la quale siedono i membri del Capitolo. Sulla sommità, quattro lastre di marmo ricordano le precedenti aperture, per opera di Pio XII, Paolo VI, e Giovanni Paolo II, l’ultima volta, 15 anni fa.

«Nella stessa domenica – prosegue il cancelliere dando voce alle parole di Francesco – stabilisco che in ogni Chiesa particolare, nella cattedrale che è la Chiesa madre per tutti i fedeli, oppure nella concattedrale o in una chiesa di speciale significato, si apra per tutto l’Anno Santo una uguale Porta della Misericordia». A scelta del vescovo, «essa potrà essere aperta anche nei santuari, mete di tanti pellegrini, che in questi luoghi sacri spesso sono toccati nel cuore dalla grazia e trovano la via della conversione». In questo modo, ogni Chiesa locale sarà direttamente coinvolta nel Giubileo che «pertanto, sarà celebrato a Roma così come nelle Chiese particolari quale segno visibile della comunione di tutta la Chiesa». Ancora, risuona, nel pomeriggio assolato, il pensiero per «quanti vivono nelle più disparate periferie esistenziali», insieme all’appello alla conversione rivolto «agli uomini e alle donne che appartengono a un gruppo criminale», sollecitati dal Papa a «cambiare vita», così come le «persone fautrici o complici di corruzione», «piaga putrefatta della società». Infine, l’invito a incrementare nelle diocesi l’iniziativa 24 ore per il Signore, «da celebrarsi nel venerdì e sabato che precedono la quarta domenica di Quaresima», ponendo di nuovo al centro con convinzione il sacramento della riconciliazione, e «l’intenzione di inviare i missionari della misericordia», sacerdoti a cui il Papa conferirà l’autorità di perdonare anche i peccati che sono riservati alla Sede Apostolica, in «segno della sollecitudine materna della Chiesa per il Popolo di Dio, perché entri in profondità nella ricchezza di questo mistero così fondamentale per la fede».

Mentre si diffondono le note del canto “Iubilate Deo”, il capitolo in processione fa ingresso in basilica, dove i vespri sono animati dal coro della diocesi diretto da monsignor Marco Frisina. Al termine della celebrazione, il cardinale vicario, accompagnato dal capitolo lateranense, rende omaggio all’immagine di Maria venerata nella basilica e collocata a destra guardando l’abside, mentre viene intonato il Regina Coeli, la tradizionale antifona mariana del tempo di Pasqua.

13 aprile 2015