Universitari di Roma e non solo in preghiera con la Vergine

Universitari di Roma e non solo in preghiera con la Vergine

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A Santa Maria Maggiore la preghiera del Rosario nel 100° delle apparizioni di Fatima, in collegamento con altri 4 santuari nel mondo. Il pellegrinaggio al Divino Amore

«Quando l’Angelo annunciò a Maria che sarebbe diventata madre di Gesù, ella rimase turbata, ma poi si affidò alla volontà di Dio, senza paura. Facciamo anche noi come lei, affidiamo i nostri turbamenti causati dalle difficoltà della vita e la Madre ci guiderà al Figlio». Così il cardinale vicario Agostino Vallini sabato 13 maggio ha salutato i giovani partecipanti alla veglia mariana che si è svolta nella basilica di Santa Maria Maggiore. Una celebrazione organizzata dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria in collaborazione con i Servizi per la pastorale giovanile e vocazionale, in occasione del 100° anniversario della apparizioni della Vergine di Fatima.

Cuore della serata è stata la recita del Rosario, alla presenza della statua della Madonna Pellegrina di Fatima,  che i ragazzi hanno pregato insieme ai loro coetanei in collegamento da quattro grandi santuari nel mondo: Nazareth, dove tutto ha avuto inizio; il santuario di Fatima; la Madonna Nera a Czestochowa in Polonia; infine con il santuario della Vergine di Lujàn a Buenos Aires, in Argentina. «Questa sera – ha sottolineato Vallini – in questo nostro santuario di Roma e del mondo, dove è venerata Maria, Salus Populi Romani, e in cui ritorna sempre il Santo Padre dopo i suoi viaggi, abbiamo elevato alla Madonna la nostra lode e la nostra richiesta di intercessione, meditando i misteri della gloria, e invocando da lei la forza per non distogliere mai lo sguardo dal nostro destino, quello che illumina la vita, e che dà forza, coraggio e gioia. Perciò siamo lieti e grati per questo giorno di grazia che il Signore ci ha concesso».

Grande l’emozione per il collegamento con la Cappella delle Apparizioni al santuario di Fatima, dove monsignor António Augusto dos Santos Marto, vescovo di Leiria-Fátima, nel salutare i partecipanti ha ricordato la grande fede dei tre pastorelli Francesco, Giacinta e Lucia verso la Vergine. «Quando morirono i cuginetti – ha raccontato – Lucia si sentì all’improvviso sola e spaventata. Ma la Madonna la consolò, promettendole che non l’avrebbe mai lasciata sola e l’avrebbe condotta fino a Gesù. Lei ci ha creduto, seguiamo anche noi questo esempio, affidiamoci alla Madre».

Durante la serata si sono alternate anche alcune testimonianze di giovani che, come Maria, alla chiamata di Dio hanno risposto il loro “sì”. «Io da piccolo non ho ricevuto nessun sacramento e non ero credente – ha raccontato Dedalo, un giovane ricercatore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia -, poi sono stato in Africa per volontariato e li qualcosa è cambiato in me. Ho cominciato a sentire il desiderio di avvicinarmi alla fede, così una volta tornato ho iniziato un percorso di catecumenato e la scorsa Pasqua ho avuto la gioia di ricevere battesimo, cresima ed eucaristia». Oggi il suo percorso di fede continua «Mi sento come il cieco nato del Vangelo – ha  continuato commosso -: adesso che ho visto la luce non vorrei mai tornare indietro!».

La serata di preghiera si è conclusa con il saluto del vescovo Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria, che ha invitato i ragazzi a riscoprire la presenza di Maria nella loro vita come modello del loro impegno a essere discepoli di Cristo. Alla fine della celebrazione i partecipanti si sono messi in cammino per il tradizionale pellegrinaggio notturno al santuario del Divino Amore, dove è stata portata in processione nella notte anche la statua della Madonna Pellegrina. All’arrivo al santuario, la Messa presieduta da monsignor Leuzzi.

15 maggio 2017