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Gli universitari di Roma in pellegrinaggio a Pompei

Sabato 11 novembre la tradizionale giornata di accoglienza delle matricole. Il vescovo Lorenzo Leuzzi: «Luogo scelto sulla scorta del Papa, che invita i giovani a seguire Maria come esempio di vita»

Saranno circa 3mila i ragazzi che sabato 11 novembre con due treni speciali e diversi bus giungeranno a Pompei per partecipare al tradizionale pellegrinaggio e accoglienza delle matricole promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale universitaria. Filo conduttore della 15ª edizione sarà il tema “Discepoli del maestro: conoscere e servire i tempi nuovi”. Ad accogliere i partecipanti ci sarà l’arcivescovo Tommaso Caputo, delegato pontificio per il santuario della Beata Maria Vergine del Rosario di Pompei, che accompagnerà gli universitari all’interno della basilica. Qui potranno assistere al tradizionale “Buongiorno a Maria”, lo svelamento del quadro dal telo che lo protegge durante le ore notturne, che eccezionalmente verrà fatto alle 10.30 del mattino.

«Abbiamo scelto questo santuario mariano – spiega il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria della diocesi di Roma – perché le prossime Giornate mondiali della gioventù riprenderanno tematiche legate proprio alla figura della Madonna. Il Papa, infatti, invita i giovani a seguire Maria come esempio di vita, perché ha saputo dire il suo sì a Dio senza riserve, fidandosi completamente del suo progetto». La giornata dell’11 novembre sarà aperta dalla riflessione dell’arcivescovo Giacomo Morandi, segretario della Congregazione per la dottrina della fede, che alle 11.30 presiederà la Messa. Nel pomeriggio, i giovani potranno seguire itinerari archeologici alla scoperta degli scavi pompeiani, o dedicarsi a percorsi caritativi, per conoscere meglio la storia e le iniziative del santuario. La giornata si concluderà poi con l’adorazione eucaristica presieduta dal vescovo Leuzzi.

«In occasione del nostro pellegrinaggio – spiega don Fabio Iodice, direttore del centro culturale internazionale Giovanni XXIII – ci viene offerta l’opportunità di visitare le opere iniziate dal beato Bartolo Longo, il fondatore del santuario, per comprendere meglio che cos’è la carità: fare compagnia all’altro solamente perché l’altro esiste». Una visita che diventa quindi un invito a vivere la carità in prima persona. «Sarebbe bello – continua don Fabio – che i nostri studenti impegnassero una parte del loro tempo libero per vivere un gesto di carità verso chi ha bisogno, senza ledere il tempo dello studio. Per noi cappellani sarebbe una gioia poterli aiutare a fare questa scelta».

Per iscriversi al pellegrinaggio è necessario contattare i cappellani universitari, in tutte le facoltà degli atenei romani.

7 novembre 2017