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Halloween, «cultura del macabro. Valorizzare la festa dei santi»

Padre Botta: «Presentare in modo convincente la santità alla quale tutti siamo chiamati». Don Buonaiuto ai genitori: «Comprate la storia dei santi»

Padre Botta: «Presentare in modo convincente la santità alla quale tutti siamo chiamati». Don Buonaiuto ai genitori: «Comprate la storia dei santi»

Vetrine addobbate con scheletri, ragnatele e zucche; dolcetti a forma di teschi o pipistrelli in bella mostra nelle pasticcerie; abiti da fantasmi e streghe in vendita in molti negozi: tutto pronto per Halloween, ricorrenza pagana originaria dei popoli celti. Da molti è ritenuta solo una carnevalata per piccoli e grandi, festeggiata tanto nelle scuole quanto nei locali pubblici. Pochi sanno che in realtà nasconde ben altro: business e occultismo vanno a braccetto. Se da un lato in questo periodo le industrie di caramelle e dolciumi, maschere, abiti carnevaleschi e zucche subiscono una impennata nelle vendite e i locali registrano il tutto esaurito, dall’altro i satanisti celebrano, proprio il 31 ottobre, il loro capodanno satanico, momento propizio per adescare e iniziare nuovi adepti all’occultismo. Basti pensare che al numero verde nazionale anti sette della Comunità Papa Giovanni XXIII (800228866) nel mese di ottobre e nei primi giorni di novembre arrivano decine di telefonate al giorno da parte di genitori preoccupati, e a volte disperati, per come vedono rincasare i figli dopo alcune “feste”. Un fenomeno che in Italia non ha nessuna radice né tradizione, eppure negli ultimi anni i bambini aspettano questo giorno per divertirsi dimenticando che la tradizione cristiana celebra la festa di Tutti i Santi.

«Halloween non trasmette nessun messaggio positivo, eppure, stranamente, e in modo inquietante le prime pagine dei libri scolastici per bambini sono dedicate a questo fenomeno – afferma don Aldo Buonaiuto, responsabile del servizio anti–sette della Comunità Papa Giovanni XXIII e autore del libro “Halloween. Lo scherzetto del diavolo” -. Abbiamo dimenticato la festa di Ognissanti, perché in quei libri di scuola non c’è la storia di persone realmente vissute la cui vita dovrebbe essere nota non solo ai cristiani ma a tutta la società civile? Halloween non è più una festicciola relegata ai bambini, sono giorni in cui vengono esaltati i mostri e non so quanto la nostra società abbia bisogno di questa esaltazione della violenza , del sangue, di tutto ciò che è mostruoso. Le nuove generazioni sono bombardate da questa sottocultura del macabro».

Per padre Maurizio Botta, della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri e vicario parrocchiale a Santa Maria in Vallicella, «c’è la necessità di presentare in modo forte e convincente la santità alla quale tutti siamo chiamati facendo capire già ai bambini che Dio può fare santi anche noi, nella nostra piccolezza, trasformandoci in grandi uomini e donne come quelli che celebriamo. È questo che rende debole la festa: si parla sempre di grandi santi del passato ma Cristo può rendere santi anche noi oggi. Se non si prende coscienza di questo, Tutti i Santi sarà sempre una festa vissuta in modo triste». Di qui l’appello di don Aldo, che invita insegnanti cattolici, catechisti, educatori, gruppi, associazioni e movimenti, sacerdoti ad impegnarsi «a rafforzare questa solennità cristiana per far comprendere l’inutilità del fenomeno Halloween. Bisogna avere il coraggio di offrire la festa luminosa dei santi e ai genitori chiedo di comprare ai figli la storia dei santi».

28 ottobre 2016