Il lavoro, frontiera di speranza

La veglia presieduta dal vescovo Ruzza nel deposito Atac di via Prenestina, che ha aperto il percorso formativo per i giovani dai 18 ai 35 anni promosso da Ufficio diocesano di pastorale sociale e associazioni

Il lavoro fatto di relazioni, che ha al centro la persona e la sua dignità e non l’accumulo di capitale. Per questo si è pregato ieri sera, 21 marzo, nel cuore di una delle municipalizzate della Capitale specchio di molte delle criticità del mondo dell’occupazione: il deposito Atac di via Prenestina. L’occasione: la veglia di preghiera per il mondo del lavoro, guidata dal vescovo Gianrico Ruzza, che ha aperto il percorso  formativo “Generare Futuro – Itinerario Giovani e LavORO” promosso dall’Ufficio diocesano per la pastorale sociale con le Acli provinciali di Roma, in collaborazione con Cisl di Roma e Rieti, Confcooperative Roma, Ucid Roma, Azione cattolica diocesana, Movimento lavoratori di Ac,  Movimento cristiano lavoratori e Centro Elis.

veglia per il mondo del lavoro, 21 marzo 2018«La crisi odierna legata al lavoro non riguarda solo la sua mancanza – ha detto Ruzza – ma anche il modo di concepirlo e di viverlo», dato che sembra essere venuta meno «la dimensione umana e comunitaria che sta implodendo nell’alienazione e in uno sterile individualismo». Ancora, il presule ha evidenziato «la criticità delle condizioni lavorative proposte, spesso manchevoli sul fronte delle tutele», nonché «la richiesta di turni in giorni ed orari che lasciano poco spazio alla dimensione familiare, penalizzandola». Il vescovo ha richiamato quindi alla responsabilità le istituzioni pubbliche, affinché «si interroghino a fondo su come sia possibile accompagnare e sostenere la persona» nella attuale situazione di precarietà che contraddistingue il lavoro, «investendo sulla formazione e l’aggiornamento affinché il lavoratore precario si senta comunque parte di una comunità che cresce ed edifica».

Guardando infine al percorso formativo curato dalla diocesi con il mondo dell’associazionismo, Ruzza ha auspicato che «possa essere una prima risposta alla domanda di autenticità e verità che i giovani pongono», dando testimonianza autentica, «nel fare squadra e rete, di quella Chiesa in uscita a cui il Papa ci invita a conformarci». Di «segno di speranza e vicinanza ai lavoratori precari e ai disoccupati» ha parlato anche don Francesco Pesce, incaricato dell’Ufficio diocesano per la pastorale sociale, motivando la scelta di una location laica «e proprio di un’azienda in difficoltà come gesto di solidarietà da parte della Chiesa di Roma».

veglia per il mondo del lavoro, 21 marzo 2018Alla veglia erano presenti i rappresentanti di tutte le associazioni che hanno aderito al progetto. «Abbiamo accolto la proposta e ci siamo – ha detto Rosa Calabria, presidente dell’Azione cattolica di Roma, che collabora all’iniziativa attraverso il suo Movimento lavoratori -: è importante, oggi, dare ai giovani una visione del lavoro diversa, fatta di diritti e doveri, offrendo delle proposte concrete». Convinta della necessità «di parlare del lavoro in modo nuovo, scompaginando certi assetti» anche Emma Ciccarelli, presidente del Forum delle associazioni familiari del Lazio: «Si tratta di un’iniziativa importante e necessaria – ha detto – per far sentire ai giovani che combattiamo con loro per cambiare le regole del gioco». Il Forum esporterà il progetto “Costruiamo LavoRO” in sei regioni d’Italia a partire da ottobre. «Roma farà da apripista – ha chiosato Ciccarelli -, poi altri sei capoluoghi di provincia del Nord e del Centro vedranno l’avvio del percorso formativo». Da parte sua, Lidia Borzì, presidente delle Acli provinciali di Roma, ha auspicato che «questi laboratori per facilitare l’avvicinamento dei ragazzi dai 18 ai 35 anni al lavoro offrano strumenti e possibilità concrete», in risposta non solo alle Settimane sociali ma anche ai «dati allarmanti sulla disoccupazione giovanile» e ai risultati di un’indagine della Cisl di Roma secondo la quale «il 70% dei giovani è pronto a lasciare l’Italia in cerca di un lavoro mentre altrettanti sono disposti a rinunciare alle tutele e ai diritti pur di trovare un’occupazione».

Le iscrizioni al corso – totalmente gratuito e che partirà il 9 aprile con il primo dei dieci incontri – sono ancora aperte; ad oggi «sono già una ventina gli iscritti – riferisce Alessandra De Maria, referente dell’area progettazione della Acli di Roma – ma c’è tempo per aderire fino alla prima settimana di aprile» utilizzando l’indirizzo email generarefuturo2018@gmail.com o mediante il modulo d’iscrizione scaricabile dal sito acliroma.it.

22 marzo 2018