Il mondo della musica celebra Domenico Bartolucci

Il mondo della musica celebra Domenico Bartolucci

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Da maggio a dicembre un ricco calendario di appuntamenti nel centenario della nascita. Il 14 giugno ai Musei Vaticani, Uto Ughi in concerto 

Venticinque concerti a Roma, esecuzioni ad Assisi, Firenze e Palestrina: da maggio a dicembre 2017 il mondo della musica celebra il maestro Domenico Bartolucci nel centenario della sua nascita. Ricco il calendario degli appuntamenti a cui prendono parte corali provenienti da tutto il mondo ad omaggiare il cardinale che, con la Cappella Musicale Pontificia di cui fu direttore perpetuo, portò oltre i confini italiani il linguaggio universale della musica sacra. Una speciale commemorazione, il 14 giugno, ai Musei Vaticani con il concerto di Uto Ughi e della Cappella Musicale Lauretana. Prevista anche l’emissione di un francobollo celebrativo e l’avvio – da parte della Fondazione Bartolucci – della produzione dell’opera lirica “Brunellesco”, interamente scritta (musica e libretto) dal porporato per la sua amata Firenze e ad oggi ancora inedita. L’opera – che verrà realizzata in collaborazione con il Comune di Firenze, l’Arcidiocesi e il Maggio Musicale Fiorentino – andrà in scena nel 2018 per celebrare i 600 anni della Cupola di Santa Maria del Fiore.

Tra i prossimi concerti in programma ci sono le esecuzioni del Coro italiano di Firenze nella chiesa di San Lorenzo in Lucina (20 maggio), del Coro francese di Parigi a San Luigi dei Francesi (26 maggio) e del Coro austriaco di Innsbruck a Sant’Apollinare (27 maggio). Tra gli appuntamenti di giugno, da segnalare quelli con il Coro italiano di Roma a Santa Maria in Via e con il Coro indonesiano di Jakarta a Sant’Ignazio di Loyola. Spazio anche ai concerti per organo: nove date nelle più belle chiese della Capitale, da San Marcello (13 settembre e 20 ottobre) alla chiesa dei Santissimi Apostoli (1 dicembre). A novembre invece, un concerto di musica da camera alla Sala Accademica del Pontificio Istituto di musica sacra sarà l’occasione per presentare il cd edito dalla Brilliant Classics contenente, oltre alla “Sinfonia Mugellana”, opere di Bartolucci e di Palestrina di cui il maestro è stato il più autorevole conoscitore ed interprete.

Diplomatosi giovanissimo, Bartolucci ha iniziato la sua attività di musicista nella Cappella musicale del Duomo di Firenze, dove lo chiamavano “il maestrino”. Alla fine del secondo conflitto mondiale si stabilì a Roma dove approfondì la pratica polifonica presso la Cappella Sistina, diretta da Perosi. Qui fu colpito dalla prassi esecutiva dei “canonici cantores” delle basiliche, volgarmente detti “cantori chiesaroli”, che avevano conservato intatto lo stile degli antichi maestri della “Schola Romana”. La realtà musicale che si praticava nelle chiese durante i riti religiosi più disparati – dai grandi pontificali alle benedizioni, dalle messe solenni per le canonizzazioni dei santi ai concerti di musica sacra – toccò l’animo di Bartolucci al punto che nel giro di qualche anno ne divenne lui stesso antesignano e fautore: nel 1947 venne chiamato a dirigere la Cappella Liberiana di Santa Maria Maggiore e nel 1952 venne affiancato al maestro Perosi nella preparazione e direzione della Cappella Sistina.

Di salute malferma, Perosi venne però a mancare di lì a poco e la “vacatio” della Cappella fu sanata da Papa Pio XII con la nomina di Bartolucci a “direttore perpetuo”. Il maestro mise subito mano ad una serie di rinnovamenti: il complesso delle voci venne potenziato con l’immissione di nuove voci selezionate nel gruppo degli uomini, mentre il gruppo dei pueri cantores venne affidato all’allora nascente scuola parificata, che consente ai ragazzi di studiare fino al conseguimento del diploma della scuola media. Una gigantesca operazione resa possibile anche grazie a Papa Giovanni XXIII che approvò tutti i progetti di riforma che gli furono presentati. Una stima che anche i futuri pontefici gli accordarono. Nel 2010 fu il Papa Emerito Benedetto XVI, grande appassionato di musica, a decidere di imporre la berretta cardinalizia al 93enne Bartolucci. Sette anni prima, nel 2003, per conservare e promuovere la preziosa eredità musicale del maestro nasceva la Fondazione che porta il suo nome e che oggi organizza tutte le attività legate al Centenario.