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Il Papa a Bogotà e l’invito a «gettare le reti»

Nella Messa al Parco Simón Bolívar, con centinaia di migliaia di fedeli, l’esortazione di Francesco a lavorare insieme «per la difesa e la cura della vita umana»

Centinaia di migliaia di fedeli hanno gremito Parco Simón Bolívar, a Bogotá, per la prima Messa in Colombia di Papa Francesco in occasione del suo ventesimo viaggio apostolico fuori dall’Italia che si concluderà lunedì 11 settembre. In Italia era ormai notte fonda ieri, giovedì 7 settembre, quando il pontefice ha fatto il suo ingresso in papamobile salutando e benedicendo i presenti. L’omelia, incentrata sul racconto della chiamata dei primi discepoli al lago di Gennèsaret fatto dall’evangelista Luca, inizia con un omaggio alla terra che lo ospita. Francesco ha evidenziato come «l’amata» città di Bogotá e la «bellissima» Colombia presentano «molti degli scenari umani descritti nel Vangelo. Qui si trovano moltitudini che anelano a una parola di vita che illumini con la sua luce tutti gli sforzi e mostri il senso e la bellezza dell’esistenza umana. Queste moltitudini di uomini e donne, bambini e anziani abitano una terra d’inimmaginabile fecondità, che potrebbe dare frutti per tutti». Una terra meravigliosa ma non esente da «fitte tenebre che minacciano e distruggono la vita», ha detto il vescovo di Roma elencando i mali del mondo come l’ingiustizia, l’iniquità sociale, la corruzione degli interessi personali o di gruppo «che consumano in modo egoista e sfrenato ciò che è destinato al benessere di tutti». E ancora «le tenebre del mancato rispetto per la vita umana che miete quotidianamente l’esistenza di tanti innocenti, il cui sangue grida al cielo; le tenebre della sete di vendetta e di odio che macchia di sangue umano le mani di coloro che si fanno giustizia da soli; le tenebre di coloro che si rendono insensibili di fronte al dolore di tante vittime».

Il Santo Padre lancia quindi l’appello «a gettare le reti», come comanda Gesù ai discepoli, in particolare ai cattolici. Un gesto che comporta «responsabilità» ma a Bogotá e in Colombia vive «un’immensa comunità, che è chiamata a diventare una rete robusta che raccolga tutti nell’unità, lavorando per la difesa e la cura della vita umana, particolarmente quando è più fragile e vulnerabile: nel seno materno, nell’infanzia, nella vecchiaia, nelle condizioni di disabilità e nelle situazioni di emarginazione sociale». Moltitudini di persone che possono «diventare vere comunità vive, giuste e fraterne se ascoltano e accolgono la Parola di Dio. In queste moltitudini evangelizzate sorgeranno molti uomini e donne divenuti discepoli che, con cuore veramente libero, possano seguire Gesù; uomini e donne capaci di amare la vita in tutte le sue fasi, di rispettarla, di promuoverla».

E come i discepoli lasciarono tutto sul lago di Gennèsaret per seguire Cristo, così oggi a Bogotá e in Colombia, che per il Papa «sono, nel medesimo tempo, riva, lago, mare aperto, città attraverso la quale Gesù è passato e passa», è giunto il tempo di seguire l’esempio di Pietro e «chiamare gli altri, tutti, perché nessuno rimanga in balìa delle tempeste; far entrare nella barca tutte le famiglie, santuario di vita; fare spazio al bene comune al di sopra degli interessi meschini o particolari, farsi carico dei più fragili promuovendo i loro diritti».

8 settembre 2017