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In Camerun Acs costruisce la chiesa San Giovanni Paolo II

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha voluto festeggiare così i suoi primi 70 anni di vita. A Kotto la gente è molto povera ma i fedeli continuano ad aumentare

Aiuto alla Chiesa che Soffre ha voluto festeggiare così i suoi primi 70 anni di vita. A Kotto la gente è molto povera ma i fedeli continuano ad aumentare 

In occasione dei primi 70 anni di vita, Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) ha voluto impegnarsi nel progetto di costruzione di una nuova chiesa per la piccola parrocchia Giovanni Paolo II di Kotto, nella diocesi di Nkongsamba in Camerun. «La parrocchia – si legge in una nota – è stata creata soltanto nel 2014 e include tre chiese che devono essere ancora costruite». «Pur essendo costretti a dire Messa in capanne, i sacerdoti fanno del loro meglio per assicurare la cura pastorale, ai circa mille fedeli».

Per il parroco, don Modeste Digwou, che si è rivolto ad Acs chiedendo un sostegno, «avere finalmente un luogo degno in cui rendere lode al Signore, darà nuovo dinamismo alla nostra comunità. Qui la gente è molto povera, ma il numero di fedeli cresce. Lo scorso anno abbiamo impartito 20 battesimi». In questa zona del Camerun, la popolazione locale dipende esclusivamente da agricoltura e allevamento, «entrambi molto difficili da portare avanti a causa della mancanza di elettricità e di acqua potabile».

«La difficile situazione ha notevolmente influito sulla mancanza di sviluppo e sull’educazione dei giovani, che rappresentano oltre l’80% della popolazione», spiega Acs, aggiungendo che «il tasso di alfabetizzazione è molto basso e ciò aggrava ulteriormente un quadro fatto di diffusa promiscuità e prostituzione. Sono moltissime le ragazze che partoriscono appena adolescenti – racconta don Digwou – e questo avviene anche a causa della mancanza di istruzione. Noi sacerdoti rappresentiamo un fondamentale punto di riferimento morale per questi ragazzi. Ecco perché avere una chiesa è ancor più importante». Per Alessandro Monteduro, direttore di Acs Italia, «in contesti come quello appena descritto la presenza della Chiesa è essenziale», per questo «abbiamo voluto legare proprio la celebrazione del settantesimo anniversario della fondazione alla costruzione della chiesa a Kotto».

26 giugno 2017