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Kenya, attaccata ambulanza di Medici senza frontiere

Lo staff medico si apprestava a soccorrere un ferito durante i disordini scoppiati per le elezioni presidenziali. Il capo missione: «Chiediamo a tutte le comunità di avere accesso sicuro alle persone coinvolte, per garantire assistenza tempestiva»

«Chiediamo a tutte le comunità di garantire un accesso sicuro e senza impedimenti alle persone coinvolte nei disordini in modo che i feriti possano essere assistiti in modo tempestivo». È la richiesta che arriva da Abubakr Bakri, capo missione di Medici senza frontiere in Kenya, dove ieri, giovedì 26 ottobre, un’ambulanza dell’organizzazione è stata attaccata e lo staff medico minacciato, mentre si apprestava a soccorrere un uomo ferito nei disordini scoppiati per le elezioni presidenziali.

In previsione degli scontri, Msf ha attivato 12 équipe di risposta alle emergenze per assistere eventuali feriti in diverse aree della regione: 5 a Eastlands, 1 a Kibera (Contea di Nairobi), 2 nella Contea di Kisumu, 2 nella Contea di Homa Bay, 1 a Likoni (Contea di Mombasa) e 1 nella Contea di Garissa. In Kenya, Msf lavora nelle contee di Homa Bay, Kisumu, Nairobi, Mombasa, Garissa e Embu. Finora, fanno sapere, le equipe dell’organizzazione hanno ricevuto e curato 19 feriti: 4 nella clinica di Msf a Eastlands, Nairobi, 10 a Kisumu (di cui 2 feriti da arma da fuoco) e 5 nella contea di Homa Bay (di cui 2 feriti da arma da fuoco).

27 ottobre 2017