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“La bottega dell’orefice” torna in scena per i cristiani siriani

Lo spettacolo a sostegno della campagna della Fondazione “Giovanni Paolo II” per il dialogo, la cooperazione e lo sviluppo a favore dei Paesi del Medio Oriente, il 10 novembre al teatro Torrino

Chiara Graziano e Filippo Velardi, guidati dal regista Antonio Tarallo, riportano in scena a Roma “La bottega dell’orefice” di Karol Wojtyla: la ripresa dello spettacolo già realizzato nel 2015 in occasione della chiusura del Sinodo dei vescovi sulla famiglia, portato anche in diverse chiese della Capitale. L’appuntamento è per venerdì 10 novembre alle 21 al teatro Torrino ed è >promosso dalla Fondazione “Giovanni Paolo II” per il dialogo, la cooperazione e lo sviluppo a favore dei Paesi del Medio Oriente e di altre zone del mondo svantaggiate.

«Il testo di Wojtyla – si legge in un comunicato stampa della Fondazione – prende in esame l’amore di coppia nelle sue molteplici sfaccettature. L’adattamento proposto, vuole mettere in risalto anche un discorso assai più ampio: la possibilità di creare un mondo migliore, più bello, grazie alla forza inesauribile dell’Amore. E, in questo caso, un Amore “messo in scena” da dei teatranti. Un teatro che salva. Che riflette e fa riflettere sull’Oggi».

In occasione dell’appuntamento del 10 novembre, la Fondazione vuole soffermare l’attenzione della opinione pubblica sul dramma che la Siria sta vivendo. Da tempo grazie agli aiuti provenienti dalle diverse campagne di raccolta fondi che la Fondazione Giovanni Paolo II promuove sono state possibili diverse opere di accoglienza e promozione sociale nella terra martoriata dalla guerra. L’evento “La bottega dell’orefice” vuole essere un’altra arteria di queste attività che vedono nel cuore l’insegnamento di San Giovanni Paolo II: «L’amore non si può insegnare, ma è la cosa più importante da imparare». 

2 novembre 2017