Sulle sue pagine web l’Ucsi (Unione cattolica della stampa italiana) lancia la sua campagna per la “buona notizia”. L’obiettivo: condividere, utilizzando il sito come strumento multimediale, «un gesto, un’azione, una buona pratica. Senza retorica, senza inutile “buonismo” e sterili autocelebrazioni». Ai lettori delle pagine web e agli iscritti Ucsi sui territorio viene chiesto di contribuire, attraverso articoli e segnalazioni, interviste e piccoli filmati, a fare emergere «storie positive, di quelle che non conosciamo ma che possono cambiare, un po’, la nostra vita o almeno la percezione della realtà che ci circonda».

A stimolare la riflessione e poi l’iniziativa, il riconoscimento per la “migliore foto dell’anno” attribuito a Burhan Ozbilici, di “The Associated Press”, con lo scatto dell’omicidio dell’ambasciatore russo in Turchia. «Ricordiamo con emozione – si legge sul sito Ucsi – il racconto che fece ad Assisi, alla nostra scuola di formazione, il fotoreporter Francesco Zizola (anche lui premiato in passato con il “World Press Photo”): “Ogni foto – diceva – porta in sé un carico di responsabilità che chi le scatta deve avere”. Per lui l’etica dell’immagine è come quella della parola, e anzi una fotografia e un video possono scuotere anche di più. Accade per le cose negative, certamente, e può avere lo stesso effetto anche con quelle positive, di gioia, di speranza».

17 febbraio 2017