giovedì 25 maggio 2017
La Comunità di Sant’Egidio attende Francesco a San Bartolomeo all’Isola Tiberina
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La Comunità di Sant’Egidio attende Francesco a San Bartolomeo all’Isola Tiberina

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La visita in programma per il 22 aprile alle 17. In programma le testimonianze di amici e parenti di alcuni “nuovi martiri”. L’incontro con un gruppo di profughi

Una liturgia della Parola, nella quale sono previsti interventi di partenti e amici di tre fra i tanti testimoni della fede di cui si conserva memoria nella chiesa dell’Isola Tiberina. È incentrata sulla preghiera la visita di Papa Francesco nella basilica di San Bartolomeo, affidata alla Comunità di Sant’Egidio e dedicata dal 1999, per volere di Giovanni Paolo II, alla memoria dei “Nuovi martiri”. L’appuntamento è per domani, sabato 22 aprile, alle 17. Davanti al pontefice, offriranno la loro testimonianza Karl Schneider, figlio di Paul, pastore della Chiesa Riformata, ucciso nel 1939 nel campo di Buchenwald perché aveva definito gli obiettivi del nazismo al potere «inconciliabili con le parole della Bibbia»; Roselyne, sorella di padre Jacques Hamel, assassinato a Rouen, in Francia, il 26 luglio dell’anno scorso alla fine della Messa; Francisco Hernandez Guevara, amico di William Quijano, un giovane di Sant’Egidio in Salvador, che venne ucciso nel settembre del 2009 perché, con le “Scuole della Pace” della Comunità, offriva agli adolescenti del quartiere in cui viveva un’alternativa alle Maras, le bande giovanili che seminano il terrore in questo Paese dell’America Centrale.

Dopo l’omelia, Francesco renderà omaggio alle sei cappelle laterali della basilica che conservano le reliquie dei martiri di Europa, Africa, America, Asia, del comunismo e del nazismo. Nel corso della liturgia saranno accese alcune candele per accompagnare ogni preghiera che verrà pronunciata in memoria dei testimoni della fede del XX secolo fino ai giorni nostri,:dagli armeni e gli altri cristiani delle Chiese vittime dei massacri compiuti durante la prima guerra mondiale ai martiri della pace e del dialogo, come i monaci trappisti di Notre Dame de l’Atlas in Algeria e don Andrea Santoro in Turchia; da chi è stato ucciso dalla mafia, come don Pino Puglisi fino ai tanti missionari che hanno dato, nel mondo, la loro vita per il Vangelo. Un ricordo che attraverserà tutti i continenti accomunando nomi più conosciuti, come quello dell’arcivescovo di San Salvador Oscar Arnulfo Romero, a tanti altri meno noti.

Si pregherà anche per i vescovi Mar Gregorios Ibrahim e Paul Yazigi e per il gesuita romano padre Paolo Dall’Oglio, sequestrati ormai da tempo in Siria, di cui non si hanno ancora notizie. Alla fine della preghiera poi Papa Francesco incontrerà, nei locali accanto alla basilica, un gruppo di profughi giunti in Italia con i corridoi umanitari, insieme a donne vittime della tratta e ad alcuni minori non accompagnati.

22 aprile 2017