La Festa Caritas, “A Pace e Acqua”

La Festa Caritas, “A Pace e Acqua”

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Nella foto, un momento della Festa per la pace del 2011

Il 19 febbraio la serata conclusiva della campagna di solidarietà dedicata all’accesso alle risorse idriche. L’obiettivo finale: la costruzione di un pozzo in Giordania

«Nella serata di domenica 19 febbraio, nell’ambito della giornata di festa che terremo al Planet, chiuderemo la campagna che abbiamo lanciato due anni fa: “A pace e Acqua”». A parlare è Oliviero Bettinelli, responsabile dell’Area Pace e mondialità della Caritas di Roma, che presenta la Festa per la Pace, in programma dalle 19 nel locale in via del Commercio 36. Diversi i momenti della serata. A cominciare dalla presentazione del libro di Grammenos Mastrojeni “L’Arca di Noè”, che «tratta delle interconnessioni tra i temi dello sviluppo, della giustizia, della pace e dell’ambiente», prosegue Bettinelli. Ancora, «ci sarà un momento di illustrazione delle attività dell’Area Pace e mondialità e della Caritas diocesana sul territorio e, in conclusione, un momento di festa col quale cerchiamo, attraverso linguaggi che possano intercettare il mondo giovanile, di far arrivare il messaggio che portiamo a tutte quelle persone che si sentono coinvolte o sensibili alle tematiche dell’ambiente o dell’acqua, in questo caso».

La campagna intrapresa dalla Caritas, infatti, va a toccare «i temi ambientali, a cui siamo tutti legati e di cui ci sentiamo responsabili», afferma Bettinelli. Un’iniziativa, portata avanti nel corso di questi ultimi due anni, che ha permesso all’Area Pace e mondialità della Caritas di «incontrare molte persone, scolaresche, gruppi a cui abbiamo proposto degli strumenti per portare la loro attenzione sul tema» e nei confronti dei quali il Santo Padre si è già espresso nell’enciclica “Laudato si’”. L’accesso alle risorse idriche è una delle tematiche che hanno più impegnato l’Area Pace e mondialità: l’obiettivo finale della campagna è la costruzione di un pozzo in Giordania. «L’idea – sostiene Bettinelli – è quella di aiutare nella realizzazione di un pozzo attraverso il quale Caritas Giordania può migliorare la qualità della vita di un campo profughi che raccoglie 107 famiglie provenienti dalla Siria e dall’Iraq».

I profughi del campo, spiega ancora il responsabile Caritas, potranno dunque avere libero accesso all’acqua. «Il nostro è, ovviamente, un piccolo segno che vuol mettere in evidenza l’importanza delle risorse idriche nell’ambito di un conflitto così complesso come quello che tocca il Medio Oriente a diversi livelli». Solidarietà internazionale, insomma, o “mondiale”: «L’educazione alla mondialità passa attraverso dei gesti che ci permettono di guardare il nostro locale ma di volgere l’interesse anche alle problematiche di carattere internazionale. La guerra in Siria, come tutti i conflitti, ci provoca delle domande, ci interroga sul “che fare” e sul come agire concretamente – conclude Bettinelli –. Come Caritas, ci muoviamo su due livelli: l’uno che riguarda la presa di coscienza di determinate problematiche e l’altro che si incentra sull’ipotizzare delle risposte che non solo siano pratiche ma che permettano alle persone e alle comunità con cui siamo in contatto di alzare il livello di riflessione e di attenzione rispetto a queste problematiche». (Marco Piccinelli)

16 febbraio 2017