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La festa della Divina Misericordia a Santo Spirito in Sassia

La celebrazione solenne il 23 aprile, con il cardinale Vallini; quindi il regina Coeli con Papa Francesco. La memoria di suor Kowalska e di Giovanni Paolo II

La celebrazione solenne il 23 aprile, con il cardinale Vallini; quindi il regina Coeli con Papa Francesco. La memoria di suor Kowalska e di Giovanni Paolo II

Domenica 23 aprile la Chiesa celebra la festa della Divina Misericordia, istituita da san Giovanni Paolo II il 30 aprile del 2000 in occasione della canonizzazione di suor Faustina Kowalska, religiosa polacca apostola della Divina Misericordia. Il Santo Padre rispondeva alla volontà di Gesù che, nel 1931, chiese alla suora, destinataria per anni di visioni e rivelazioni annotate nel suo “Diario”, di istituire, in tutta la Chiesa, la festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua per sottolineare la stretta unione tra il mistero pasquale della salvezza e questa festa a cui Cristo stesso ha legato grandi promesse.

A Roma si celebra in modo particolare nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, divenuta nel 1994, con decreto del cardinale Camillo Ruini, Centro di Spiritualità della Divina Misericordia. Da quel momento la chiesa, risalente al 1500, a due passi dalla basilica di San Pietro, ha assunto anche il nome di Santuario della Divina Misericordia. Proprio lì, alle 9.30, il cardinale Agostino Vallini celebrerà una Messa solenne. Al termine, i fedeli raggiungeranno piazza San Pietro per partecipare al Regina Coeli di Papa Francesco portando in processione la grande immagine di Gesù Misericordioso posta nella cappella a sinistra dell’altare. Alle 15, nell’Ora della Misericordia, sarà recitata, come di consueto, la coroncina della Divina Misericordia.

Nella chiesa di Santo Spirito in Sassia, di stile rinascimentale, costruita nel XII secolo, accanto al quadro di Gesù, sono custodite anche le reliquie di santa Faustina. Nella cappella di destra, invece, sono conservate le reliquie di San Giovanni Paolo II, tanto legato a questo culto e alla suora polacca, morta il 5 ottobre 1938 a soli 33 anni, per la quale promosse il processo di canonizzazione prima da arcivescovo di Cracovia e poi come pontefice.

«La festa della Divina Misericordia di quest’anno ha due significati importanti: è la prima dopo l’Anno Giubilare e coincide con la domenica in Albis del 23 aprile 1995 quando Giovanni Paolo II visitò questa chiesa chiedendoci di essere apostoli della Divina Misericordia e indicò questo come il luogo da cui doveva alzarsi la preghiera alla Misericordia del Padre», spiega il rettore, monsignor Jozef Bart, ricordando che Wojtyla morì proprio dopo i vespri della festa del 2005.

Il Centro di spiritualità della Divina Misericordia in quest’ultimo anno è stato meta di pellegrinaggio di migliaia di fedeli: «È come se da noi il Giubileo non fosse mai finito – prosegue Bart -. Stiamo riscontrando che la gente vive questo culto con più vigore, convinzione, consapevolezza, e lo notiamo nel gran numero di confessioni, nella maggiore sensibilità verso il prossimo e nella presenza dell’immagine di Gesù Misericordioso in molte chiese di Roma. I fedeli hanno compreso che il culto della Misericordia trasmesso da suor Faustina consiste nella preghiera, nell’annuncio e nelle opere». Per il rettore è ancora vivo e presente «il vento della misericordia venuto con l’Anno Santo» e segno tangibile «è il numero costantemente in crescita di richieste di aiuto da parte di divorziati e persone con disagi spirituali e morali, che attraverso l’accoglienza fanno esperienza di misericordia».

21 aprile 2017