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Da Lourdes la preghiera per le vittime di Amatrice

Nel pellegrinaggio diocesano il ricordo del sisma del 24 agosto. Vallini: «Dio metta nel cuore di amministratori e politici la santa inquietudine del servizio»

Nel pellegrinaggio diocesano il ricordo del sisma del 24 agosto. Vallini: «Dio metta nel cuore di amministratori e politici la santa inquietudine del servizio ai bisognosi»

«Preghiamo per le vittime del sisma che ha colpito l’Italia, per i familiari e gli amici di coloro che hanno perso la vita». Il cardinale vicario della diocesi di Roma Agostino Vallini ricorda in diversi momenti del pellegrinaggio diocesano nazionale tenutosi a Lourdes dal 22 al 26 agosto la tragedia del terremoto che nelle prime ore del 24 agosto ha scosso la terra del Centro Italia causando la morte, ad oggi, di 296 persone. Alla preghiera, recitata in diverse lingue, partecipano migliaia di persone. Un momento toccante che altri pellegrini provenienti da tutto il mondo ripetono, nei giorni a seguire, nei diversi angoli del santuario, lasciato in fretta dal vescovo di Rieti Domenico Pompili, che subito dopo aver appreso la tragica notizia è tornato in Italia per essere accanto alla propria comunità ferita.

Intanto a Lourdes, città che sorge ai piedi della catena montuosa dei Pirenei, luogo in cui la Madonna apparve nel 1858 alla piccola Bernadette Soubirous, il popolo dei cattolici si stringe idealmente intorno a coloro che «ormai sono poveri perché – spiega Vallini – di fatto hanno perso tutto». Uomini e donne che il cardinale affida alla Misericordia di Dio, proprio nell’Anno Santo a essa dedicato. E tuttavia, «la Misericordia non è qualcosa di straordinario, legata cioè solo a questo appuntamento giubilare, ma è esperienza quotidiana», tiene a precisare monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente dell’Opera romana pellegrinaggi, ente organizzatore di questa cinque giorni a Lourdes. Allo stesso modo, continua il sacerdote, «il passaggio alla Porta Santa non va vissuto come un rito. Guai anzi – avverte – a ridurre la fede ad una mera ritualizzazione dei gesti». La fede è altra cosa e il pellegrinaggio «non è un prodotto che si vende ma è esperienza che si offre, ed è da vivere insieme». Soprattutto, riprende Vallini, a Lourdes non si va «da turisti ma da cercatori del senso della vita, quella vita che in Occidente è dominata da incertezze e confusione e, ora, anche dalla paura».

Il pensiero corre al terrorismo le cui ricadute si fanno sentire anche a Lourdes, dove però sono state attivate misure straordinarie di sicurezza a protezione dei milioni di pellegrini che raggiungono annualmente la città di Bernadette . «E dinanzi a queste paure – continua il cardinale – cosa si fa? Come comportarci?». La risposta, spiega, la dà Gesù che «nel Vangelo ci dice una parola, sì, difficile ma che genera libertà». Il contesto è quello della terza e ultima Pasqua vissuta da Gesù a Gerusalemme, quando ormai i sommi sacerdoti hanno preso la decisione di condannarlo a morte. Ma Gesù riesce a vedere nella sua morte una fecondità inaudita: «È venuta l’ora che il Figlio dell’uomo sia glorificato». L’ora della morte in croce è dunque l’ora della gloria. Per rivelarla, Gesù ricorre a una similitudine: «Se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo. Se invece muore, produce molto frutto». Ecco la «necessità» della croce: perché il seme dia una nuova spiga, deve cadere, essere sotterrato e morire perché «non c’è morte senza la risurrezione e non c’è risurrezione senza la morte, che non è solo quella ultima ma è la malattia, l’ingiustizia subita, l’incomprensione, la corruzione, il chiudere le porte in faccia a chi ha bisogno, è non pagare le tasse giuste. Ancora, la vera morte è la sterilità di chi non dà, di chi non spende la propria vita ma vuole conservarla gelosamente, senza sapere che così, invece, la perde».

Diverse le tappe che hanno caratterizzato le cinque giornate del pellegrinaggio a cui hanno preso parte anche ricercatori, docenti e studiosi guidati dal vescovo Lorenzo Leuzzi, direttore della Pastorale universitaria della diocesi di Roma. Oltre alla Via Crucis lungo il sentiero della montagna che sovrasta Lourdes, anche la suggestiva fiaccolata serale, la processione eucaristica con la benedizione dei malati, la visita ai luoghi di Bernadette, la Messa internazionale e infine la celebrazione, il 25 agosto, presso la Grotta delle Apparizioni, dove la piccola Angelica, dodicenne di Aquino (Frosinone), segnata da una disabilità sin dalla nascita, ha ricevuto dalle mani del cardinale la Prima Comunione. «Un’emozione fortissima – racconta Mariaclaudia, la sua giovane madre -. Noi non facciamo vacanze. Da dieci anni veniamo qui. È l’unico posto in cui sentiamo di stare bene tanto che i canti dedicati a Maria sono quelli che Angelica ama di più».

La carezza ultima di Vallini, ancora una volta, è per i terremotati di Amatrice, insieme all’invito a stare in guardia dal rischio che essi vengano messi in secondo piano rispetto a tornaconti personali: «Preghiamo perché possa rafforzarsi l’unità nazionale e che Dio possa mettere nel cuore degli amministratori pubblici e dei politici la santa inquietudine del servizio ai bisognosi».

5 settembre 2016