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La pastorale universitaria verso il Sinodo dei giovani

Nelle linee per il nuovo anno c’è la formazione continua per rinnovare la figura del catechista, «affiancare i ragazzi affinché non si sentano scartati dal mondo del lavoro»

Organizzare in diocesi corsi di formazione per avvicinare i giovani alla fede, rinnovare la figura del catechista per renderla più gioiosa, potenziare la presenza dei vescovi nelle scuole, negli ospedali, nei centri sportivi, incrementare le presenze dei giovani nei consigli parrocchiali, affiancare i ragazzi affinché non si sentano scartati dal mondo del lavoro e, in questo specifico settore, formulare proposte alle istituzioni. Sono alcune delle idee avanzate nell’incontro di apertura dell’anno della pastorale universitaria diocesana sul tema “I giovani universitari nel mondo di oggi” che si è svolto sabato 30 settembre nell’aula magna San Giovanni XXIII del Pontificio Seminario Romano Minore.

Con lo sguardo rivolto alla XV assemblea
ordinaria del sinodo dei vescovi su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, l’incontro è stato un primo confronto tra studenti, docenti, cappellani universitari, responsabili delle associazioni in vista del convegno diocesano della pastorale universitaria fissato per il 19 ottobre al Seminario Romano Maggiore. Tema scelto per il nuovo anno della pastorale è “Discepoli del Maestro: conoscere e servire i tempi nuovi” perché, come ha spiegato il direttore dell’ufficio diocesano, il vescovo Lorenzo Leuzzi, «obiettivo primario è che il cammino sinodale sia una grande opportunità per ciascuno di noi di aiutare i giovani ad essere discepoli del Maestro. Dobbiamo avere grande fiducia e speranza, non solo in senso utopistico, perché la chiesa possa offrire il suo contributo e l’università possa svolgere il suo ruolo decisivo per conoscere e servire i tempi nuovi».

Il vescovo ha affermato che scopo
dell’incontro è stato quello di «inserire il cammino sinodale nella pastorale universitaria per ripensare, rilanciare e motivare» sempre di più gli operatori pastorali e i docenti chiamati a seguire una realtà tanto complessa quanto numerosa come quella dei giovani universitari di Roma e «condividere insieme la tremenda responsabilità alla quale ci chiama Papa Francesco invitandoci a orientare il cambiamento d’epoca».

I lavori sono stati introdotti da monsignor
Fabio Fabene, sottosegretario del sinodo dei vescovi il quale, dopo aver ricordato che il tema dell’assemblea è nato da un’intesa fra tutte le istanze ecclesiali, ha posto l’accento sul discernimento vocazionale. «Non bisogna mai dimenticare che la vocazione maggiore è quella all’amore, non si tratta primariamente della vocazione al sacerdozio o alla vita religiosa». Per il vescovo, il compito principale dei pastori, dei docenti, delle guide spirituali, è quello di accompagnare i giovani «a scoprire il senso e la pienezza della loro vita» senza però assumere un «approccio moralistico» perché i ragazzi «non vogliono essere giudicati» bensì essere valorizzati e avere la possibilità di esprimere le loro ricchezze e i loro desideri. «Dobbiamo cambiare registro – ha aggiunto –. Bisogna presentare le bellezze della Chiesa attraverso i giovani testimoni a partire dalle Sacre Scritture fino ai giorni nostri». Un modo questo anche per raggiungere i lontani.

Per il professor Mario Morcellini, pro rettore
de La Sapienza e commissario dell’Agcom oggi «la condizione giovanile è talmente complicata che dobbiamo definire la nuova generazione mutante perché sta cambiando antropologicamente». È quindi importante studiare i comportamenti giovanili a partire dal «collezionismo di esperienze» fino all’abbigliamento. Per avvicinarsi ai giovani è necessario «far scattare in loro il desiderio della comunicazione» che per il rettore non va sempre demonizzata, e puntare sulla socializzazione.

 

2 ottobre 2017