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L’appello del Papa al «Rosario per la pace»

Al termine dell’udienza generale, Francesco ha ricordato la chiusura del centenario delle apparizioni a Fatima, il 13 ottobre, che coincide con la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali. «Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio»

Prima di concludere con i saluti in lingua italiana il consueto appuntamento dell’udienza generale del mercoledì, questa mattina, 11 ottobre, Francesco ha rivolto ai fedeli che affollavano piazza San Pietro un duplice appello: a pregare il Rosario «per l’intenzione della pace nel mondo» e alla «salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela dell’ambiente». Il Papa ha ricordato che venerdì 13 ottobre si chiude il centenario delle ultime apparizioni mariane a Fatima. «Con lo sguardo rivolto alla Madre del Signore e Regina delle Missioni, invito tutti, specialmente in questo mese di ottobre, a pregare il Santo Rosario per l’intenzione della pace nel mondo. Possa la preghiera smuovere gli animi più riottosi – le parole del pontefice – affinché “bandiscano dal loro cuore, dalle loro parole e dai loro gesti la violenza, e costruiscano comunità nonviolente, che si prendono cura della casa comune. Niente è impossibile se ci rivolgiamo a Dio nella preghiera. Tutti possono essere artigiani di pace”», ha concluso citando il Messaggio della Giornata mondiale della Pace del 2017.

Sempre venerdì prossimo, 13 ottobre, ricorre anche la Giornata internazionale per la riduzione dei disastri naturali, ha ricordato il pontefice, rinnovando il suo «accorato appello per la salvaguardia del creato mediante una sempre più attenta tutela e cura per l’ambiente». Nelle parole di Francesco anche un incoraggiametno alle «istituzioni» e a «quanti hanno responsabilità pubblica e sociale» a «promuovere sempre più una cultura che abbia come obiettivo la riduzione dell’esposizione ai rischi e alle calamità naturali. Le azioni concrete, volte allo studio e alla difesa della casa comune – è l’auspicio -, possano ridurre progressivamente i rischi per le popolazioni più vulnerabili».

11 ottobre 2017