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L’appello del Papa per Gerusalemme: «Moderazione e dialogo»

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Al termine dell’Angelus del 23 luglio, in piazza San Pietro, le parole di Francesco, mentre in Terra Santa la tensione resta alta. L’invito alla preghiera

«Seguo con trepidazione le gravi tensioni e le violenze di questi giorni a Gerusalemme. Sento il bisogno di esprimere un accorato appello alla moderazione e al dialogo. Vi invito ad unirvi a me nella preghiera, affinché il Signore ispiri a tutti propositi di riconciliazione e di pace». Sono le parole pronunciata al termine dell’Angelus di ieri, domenica 23 luglio, da Papa Francesco. Parole che seguono, di pochi giorni, l’appello dei capi delle Chiese di Gerusalemme che lo scorso 19 luglio avevano espresso in una nota congiunta «seria preoccupazione riguardo alla recente escalation di violenza intorno alla Spianata delle Moschee» e condannato con forza «ogni atto di violenza».

Cattolici, ortodossi e protestanti hanno messo in guardia dal rischio legato a qualsiasi cambiamento dello status quo nella Spianata delle Moschee e nella città di Gerusalemme: «Ogni minaccia alla sua continuità e alla sua integrità potrebbe facilmente portare a conseguenze imprevedibili e serie assolutamente sgradite in questo clima presente di tensioni religiose». E le tensioni non si allentano dopo le restrizioni imposte da Israele agli ingressi alla Spianata delle moschee. Tre i palestinesi morti negli scontri a Gerusalemme e tre quelli israeliani, accoltellati nella colonia di Halamish, nei pressi di Ramallah, in Cisgiordania. Stando ai media israeliani, i servizi segreti israeliani e l’esercito hanno arrestato in Cisgiordania 25 membri di Hamas, movimento islamista al potere nella Striscia di Gaza. A sua volta la Lega Araba ha accusato Israele di «giocare col fuoco» e, imponendo nuove misure di sicurezza per l’accesso alla Spianata delle Moschee a Gerusalemme, di voler provocare una «grave crisi con il mondo arabo e musulmano».

Il segretario della Lega Araba Ahmed Abul Gheit ha parlato di una «linea rossa». Il presidente palestinese Abu Mazen ha annunciato che saranno congelati i contatti a tutti i livelli con Israele. Inevitabili le conseguenze anche nella collaborazione tra palestinesi e israeliani sul piano della sicurezza interna. Ad Amman intanto, in Giordania, si registra un attacco all’ambasciata israeliana, a opera di un 17enne, che sarebbe rimasto ucciso dopo aver ferito al petto con un coltello un cittadino israeliano all’interno della rappresentanza diplomatica.

24 luglio 2017