L'informazione della Diocesi di Roma

Le meditazioni del vescovo De Donatis sulla misericordia

Durante il Giubileo, i commenti sulla rubrica di Romasette.it: «Misericordia va non solo capita ma anche praticata»

Durante il Giubileo, i commenti sulla rubrica di Romasette.it: «Misericordia va non solo capita ma anche praticata»

«Il mio servizio sarà annunciare la misericordia di Dio per tutti. Quella misericordia che è la Pentecoste dei nostri giorni». L’arcivescovo Angelo De Donatis si è rivolto così ai confratelli vescovi, ai sacerdoti e al personale del Vicariato nel giorno della sua nomina a vicario di Roma. Ha parlato di misericordia, ancora una volta. Un tema caro a De Donatis, trattato in maniera approfondita durante lo scorso Giubileo in una rubrica sul nostro sito.

«Parlare di Misericordia – scriveva nel suo primo articolo del 7 dicembre 2015 -, spiegare il concetto di misericordia, così come è proposto nella Bibbia, non è mai una cosa semplice ed i pericoli a cui si va incontro è di essere troppo riduttivi o troppo prolissi, ed in entrambi i casi non si definisce la misericordia in sé ma se ne dà una descrizione distaccata e superficiale. Per evitare ciò bisogna, per prima cosa, spiegare che il concetto biblico di misericordia non è un mero esercizio letterario ma, come tutti i concetti per la mentalità ebraico-semita, esso vuole fare riferimento al senso pratico ed esperienziale umano, del vissuto umano, facendo poco o nessun riferimento a concetti astratti e disincarnati, per permettere all’uomo stesso di capire in profondità e con partecipazione di tutto il suo essere».

E ancora: «La misericordia
è l’Amore di Dio per tutti, nessuno escluso. È l’amore che non si lascia condizionare dalle vicende umane, esso c’è sempre, anche quando qualcuno è giudicato dagli altri indegno di amore perché, per le sue azioni e peccati, si è “disumanizzato”. La Misericordia del grembo non si dà mai per vinta, rimane viva ed operativa, amando chi non è più amato da nessuno proprio come una madre è capace di piangere il proprio figlio condannato a morte per atroci delitti. Un mistero grande per i nostri limiti umani ma vero e reale più di ogni altra forma d’amore».

Per poi concludere: «Non possiamo
che rimanere attoniti e meravigliati nel pensare che, se Dio stesso sceglie un grembo umano per farsi accogliere, un amore “viscerale” per godere Lui stesso questa misericordia profonda, questo dovrà pur essere l’indizio che non solo possiamo capire la Sua misericordia ma anche praticarla». Un invito chiaro quello dell’allora vescovo De Donatis, che è diventato oggi il manifesto della futura attività pastorale del vicariato di Roma.

 

26 maggio 2017