L’”Oronero” di Giorgia in concerto

La cantautrice romana si esibirà il 2 e 3 marzo al Palalottomatica con l’Oronero live, per festeggiare oltre un anno di successi, a seguito della pubblicazione dell’omonimo album e della riedizione di 13 successi live

Mentre gli artisti coinvolti nella gara del Festival di Sanremo aspettano il verdetto per annunciare le date dei rispettivi tour, c’è chi come Giorgia, oltre a fare una capatina all’Ariston come ospite, tiene calda la sua ugola d’oro per l’ “Oronero live”, sei appuntamenti dal vivo per festeggiare oltre un anno di successi, a seguito della pubblicazione dell’omonimo album e della recente riedizione con 13 successi live registrati durante il tour sold out di Oronero e due inediti prodotti da Michele Canova, “Come Neve”, in duetto con Marco Mengoni, e “Chiamami tu”.

Effettivamente sono diversi mesi ormai che, singolo dopo singolo, la voce di Giorgia irrompe inconfondibile nelle radio ed è ricercatissima su youtube (ormai nelle classifiche vengono puntualmente annoverate anche le visualizzazioni on line): da “Oronero” a “Scelgo ancora te”, da Credo”, a Vanità”, non ne ha sbagliato uno. Più di vent’anni di carriera artistica con oltre 7 milioni di dischi venduti, Giorgia è considerata tra le più grandi artiste italiane di sempre, con una voce capace di virtuosismi tipici delle grandi star d’Oltreoceano, che in tante hanno cercato di imitare.

A Roma è prevista una doppia tappa del tour, il 2 e 3 marzo, e per la prima volta si esibirà su un palco centrale a 360°, pronta a lasciarsi avvolgere dai suoi fans.
Un’apertura che va oltre la scelta scenografica, se pensiamo alle sue recenti dichiarazioni rilasciate in un’intervista di Silvio Vitelli per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, qualche settimana fa: «Ho avuto momenti in cui volevo lasciarmi andare, in cui non speravo di farcela. Invece poi la vita è magica, la vita e il cielo, sono energie superiori. Ti senti dare quasi dei calci nel sedere e senti una voce che ti dice “devi vivere”… perché sei qua, devi farlo. Poi ci trasformeremo e vivremo altrove». «Per rinascere – ha aggiunto Giorgia – devi morire, quindi c’è sempre una sofferenza nel cambiamento o nel rialzarsi ma quella sofferenza è preziosa perché ti dà la linfa».

Un Giorgia rinnovata dall’esperienza della maternità, come ha rivelato lei stessa: «Questa energia chi me la dà, chi ce la mette? Ognuno ha i suoi pusher di energia che può essere un lavoro, può essere un amore. Nel mio caso io, in realtà, da quando sono diventata mamma ho ripreso tutta una serie di emozioni, entusiasmo, voglia, che nel mio lavoro cominciavo a sentire poco rispetto a quando avevo vent’anni. Ogni mamma è una macchina, io direi che ogni donna è una macchina».

Pur non parlando esplicitamente di fede, si intuisce nelle dichiarazioni della cantautrice romana un percorso di maturazione forgiato dal dolore per le esperienze vissute: «Credere nella luce delle idee è un credere nella capacità dell’umanità di essere buona, di essere sana e di essere salva. Forse questo è un tempo in cui ci vuole molta forza e molto coraggio per avere fiducia nell’altro. Però la fiducia come la fede sono esercizi che si fanno nei momenti difficili. È anche un grande atto di volontà. La fede è anche una scelta, è scegliere di vedere le cose notando che esiste anche una parte sana e salva e su quella bisogna fare leva e forza».

 

 

9 febbraio 2018