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Lumsa, la formazione al servizio del bene comune

Inaugurato nella sede di Borgo Sant’Angelo il primo anno accademico sotto  la guida del rettore Francesco Bonini. Gennaro Iasevoli (Economia e gestione imprese): «Promuovere nei giovani creatività non fine a se stessa»

«Siamo chiamati a prendere alcune decisioni per lo sviluppo del nostro ateneo, così da rispondere alle sollecitazioni di questi anni complessi valorizzando la sua identità e ispirazione cattolica». Con queste parole Francesco Bonini, neo rettore della Lumsa, Libera Università Maria Santissima Assunta, ieri pomeriggio 2 dicembre, ha dato inizio al nuovo anno accademico 2014-2015. Il primo sotto la sua guida, dopo il rettorato durato ben 23 anni di Giuseppe Della Torre, dal 1° novembre in pensione per raggiunti limiti di età.

Quello che si staglia di fronte al nuovo rettore è un «compito gravoso», come lo ha definito il cardinale Attilio Nicora, presidente del Consiglio di amministrazione della Lumsa, nel saluto introduttivo pronunciato nell’aula magna della sede romana di Borgo Sant’Angelo. A questo compito Bonini intende rispondere seguendo tre direttrici: «Premiare il merito, valorizzare le eccellenze, promuovere l’iniziativa dei docenti, del personale e degli studenti». Obiettivi ambiziosi che devono fare i conti con il «taglio di circa la metà del sempre più modesto fondo di finanziamento» per gli atenei non statali, denuncia il rettore della Lumsa.

Nonostante le enormi difficoltà, l’ateneo è oggi in grado di assicurare corsi di laurea di primo, secondo livello e a ciclo unico grazie alla preparazione dei 218 docenti a contratto. Ma anche una ricca offerta formativa post lauream, tra cui spicca il master biennale in giornalismo riconosciuto dall’Ordine e il Corso di perfezionamento in Diritto Vaticano, oltre alla ricerca scientifica, l’attività di placement, i progetti di mobilità.

Secondo Gennaro Iasevoli, ordinario di Economia e gestione delle imprese, sempre di più l’università dovrà «insegnare a convogliare l’enorme potenziale creativo dei giovani verso il bene collettivo». La creazione di nuove imprese, osserva il docente, è cruciale per uscire dalla crisi e in quest’ottica è fondamentale promuovere nei giovani una «creatività che non sia fine a sé stessa ma idonea a intercettare e interpretare i bisogni insoddisfatti della società, traducendoli in prodotti o servizi finiti». Anche Papa Francesco ha spronato gli imprenditori a «fare scelte che favoriscano il benessere sociale ed economico» ed ecco perché, conclude Iasevoli, bisogna guardare con attenzione alle imprese sociali, che rappresentano «soggetti di rilievo nel tessuto produttivo del nostro Paese, solidi pilastri di un’economia attenta al bene comune».

Un bene comune sempre più messo da parte con l’arrivo della crisi internazionale. «Nel nostro Paese – ha spiegato Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm) – questa crisi ha segnato il venir meno dell’equilibrio tra mercato, democrazia e coesione sociale». Tendenze che stanno aprendo una fase di profondi cambiamenti costituzionali, intrecciandosi con l’espansione della spesa pubblica. «In questo contesto – conclude Pitruzzella – il ruolo dell’Antitrust è recidere i legami tra il potere economico, amministrativo e politico e favorire un mercato in cui la competizione sia basata sui meriti», come tutti coloro che lavorano nell’università sono chiamati a fare.

3 dicembre 2014