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Lutto in diocesi: è morto monsignor Giovanni Battista Proja

Canonico lateranense, aveva compiuto 100 anni il 14 giugno scorso. Le esequie il 2 ottobre a San Giovanni in Laterano. Sacerdote dal 1941, era stato tra le altre cose padre spirituale al Minore. Era confessore di don Santoro

Si è spento questa mattina, venerdì 29 settembre, monsignor Giovanni Battista Proja, canonico della basilica lateranense, 100 anni compiuti il 14 giugno scorso. Era ricoverato da poco più di un anno nella casa di cura Villa Luisa, dove lo aveva raggiunto, in occasione del giro di boa del secolo, anche la visita dell’allora cardinale vicario Agostino Vallini, che si era fatto portatore degli auguri di tutto il clero di Roma. Nato il 14 giugno 1917 a Monte San Giovanni Campano (Frosinone), sacerdote dal 14 febbraio 1942 – ordinato al Pontificio Seminario Romano Maggiore -, Proja aveva legato alla Chiesa e alla città di Roma i suoi lunghi anni di vita e di ministero. E a Roma aveva vissuto anche gli anni tragici della seconda guerra mondiale. 

Prima missionario in Benin, dove si è impegnato per la costruzione di una chiesa e di diversi pozzi, è stato padre spirituale al Seminario Minore, divenendo guida e punto di riferimento per tanti giovani preti. È stato tra l’altro il confessore di don Andrea Santoro, il sacerdote romano “fidei donum” ucciso a Trabson, in Turchia, il 5 febbraio 2006. È postulatore della causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio monsignor Pier Carlo Landucci e ha esplicato per oltre vent’anni il mandato di esorcista.

Intervistato dal settimanale diocesano Roma Sette in occasione del 100° compleanno, ricordava il suo incontro con 9 pontefici. Di Giovanni XXIII sottolineava «l’estrema semplicità, mi ha insegnato ad essere umile»; l’ultimo incontro poi nel 2014 con Francesco, nella basilica di San Giovanni in Laterano: «Quando gli ho detto che ero il decano dei sacerdoti della basilica, che avevo 98 anni ed ero sacerdote da 73 si è chinato e mi ha baciato la mano», ricordava commosso.

Autore di decine di opuscoli sulla vita dei santi, dai protomartiri a san Tommaso Moro, ha pubblicato uno studio sul Carcere Mamertino e una raccolta di poesie, di vari autori, dedicate alla Vergine. Particolarmente devoto a san Tommaso d’Aquino,per anni ha organizzato pellegrinaggi attraverso un itinerario tomistico che terminava con la visita all’abbazia di Fossanuova, a Priverno, dove il santo morì nel 1274. Negli ultimi anni della sua vita, trascorreva le giornate in preghiera, con l’unico grande dolore di non poter più celebrare la Messa. «Mi manca tanto – riferiva a Roma Sette -. L’ultima risale al 14 febbraio scorso per il mio 75° anniversario di sacerdozio, lo scorso 1° maggio ho concelebrato dal letto».

29 settembre 2017