Medicina solidale: «A rischio le cure per 15mila poveri»

Medicina solidale: «A rischio le cure per 15mila poveri»

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Per l’associazione sia la Regione che il Policlinico Tor Vergata hanno fatto mancare l’appoggio nei nuovi piani aziendali. Sospesa l’accoglienza a San Pietro 

Non si conoscono ancora né le modalità né i tempi, ma da quanto dichiarano i rappresentanti di Medicina Solidale, l’associazione che da oltre 15 anni assiste in modo completamente gratuito i poveri a Roma, sia la Regione Lazio che il Policlinico di Tor Vergata avrebbero intenzione di non riconoscere più sulla carta, e quindi sostenerlo, il servizio di Medicina Solidale. In burocratese, le attività dell’associazione non verrebbero incluse né nel nuovo Atto aziendale del Policlinico Tor Vergata, né in quello della Regione Lazio di prossima emanazione.

Il Servizio di Medicina Solidale
era stato attivato nel  2004 dalla Regione ed inserito subito dopo con apposito atto convenzionale nell’Atto aziendale del Policlinico con apposito capitolo di finanziamento regionale: «tale rapporto giuridico ed economico inspiegabilmente qualche anno fa è stato interrotto unilateralmente dal Policlinico nella inerzia più assoluta della Regione Lazio e senza alcuna motivazione seria e plausibile».

«Non è dato tuttavia sapere – dichiarano congiuntamente Francesco Russo e Lucia Ercoli – se il finanziamento regionale sia stato anche interrotto o è proseguito nel tempo senza che Medicina Solidale ne abbia tratto giovamento, né sono dati conoscere tanto meno le motivazioni alla base delle pervicaci ed ostinate chiusure ad ogni dialogo e collaborazione del PTV e della Regione Lazio di oggi». La speranza, però, è sempre quella di un «seppur tardivo ripensamento». In questa ottica, continua Russo, «abbiamo chiesto anche un autorevole e urgente intervento del Rettore dell’Ateneo di Tor Vergata, Giuseppe Novelli, da sempre molto sensibile a questi temi umanitari anche nel contesto della Terza missione universitaria di Tor Vergata».

La Regione Lazio, tramite un comunicato stampa, ha fatto sapere che «le attività ambulatoriali svolte nelle diverse sedi dalla Onlus “Medicina Solidale” devono essere autorizzate secondo quanto prevede la legge regionale 4 del 2003. La Regione e le Asl competenti sono state sempre disponibili a verificare immediatamente il possesso dei requisiti, data la particolare natura sociale delle attività, ma il presupposto iniziale è che le procedure avvengano nel rispetto delle norme, per evitare di esercitare attività sanitaria senza titolo che comporta lo stop per due anni e l’inoltro alle autorità giudiziarie dei verbali».

«Non si tratta – continua la nota della Regione – di adempimenti burocratici, ma di regole del sistema sanitario che valgono per tutti. In ordine a ciò non c’entra nulla il Protocollo d’Intesa tra Regione ed Università di Tor Vergata che disciplina le attività sanitarie, di didattica e di ricerca del Policlinico Tor Vergata. Rinnoviamo pertanto la nostra piena disponibilità».

L’associazione assiste in modo completamente gratuito a Tor Bella Monaca – Casilino e in altri 5 ambulatori sociosanitari di strada del Centro storico e dell’area Sud di Roma oltre 15mila cittadini in condizioni di estrema povertà, senza contare gli immigrati e i senza fissa dimora. In questo momento, l’associazione non è in grado di sostenere le cure per tutti ed è stata costretta a sospendere la presenza nei punti di accoglienza di Tor Bella Monaca, piazza Caduti della Montagnola, Tormarancia e del Colonnato del Bernini.

17 luglio 2017