Memoria dei martiri, la preghiera della Comunità di Sant’Egidio
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Memoria dei martiri, la preghiera della Comunità di Sant’Egidio

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Appuntamento il 22 marzo a Santa Maria in Trastevere con il cardinale Stella. A pochi giorni dalla Pasqua, il ricordo dei tanti cristiani discriminati e uccisi

A pochi giorni dalla Pasqua, la Comunità di Sant’Egidio torna a fare memoria dei tanti cristiani vittime di persecuzioni, discriminazioni e violenza in tante parti del mondo. «Oggi, nel secolo XXI, la nostra Chiesa è una Chiesa di martiri»: sono le parole pronunciate da Papa Francesco, che la Comunità trasteverina ripete, scandendo il programma delle Preghiere per i martiri, iniziative ecumeniche in programma in diverse città d’Italia e non solo.

A Roma l’appuntamento è per martedì 22 marzo a Santa Maria in Trastevere. A presiedere la veglia sarà il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero. Prevista la partecipazione di rappresentanti delle Chiese e delle comunità cristiane di
ogni confessione. «I testimoni della fede del XXI secolo – spiegano gli organizzatori – sono donne e uomini che ci mostrano la forza di resistenza al male fino al dono della vita; cristiani che hanno ripetuto la testimonianza degli apostoli: “Non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato”». Spesso perseguitati o uccisi in Paesi in cui «la testimonianza disarmata e non violenta dei cristiani costituisce uno scandalo dinanzi alla violenza, alla corruzione, al terrore». Luoghi «dove si muore perché si va a Messa, dove chiese e scuole cristiane vengono bruciate, dove si è minacciati, intimiditi o uccisi perché si educano i giovani e si strappano alle bande criminali».

Un invito alla partecipazione alla preghiera arriva anche dal Centro missionario diocesano, attraverso il vescovo incaricato Paolo Lojudice. «La realtà del martirio – scrive il presule in una lettera indirizzata agli animatori missionari delle parrocchie – è un’esperienza che ci rimanda alle origini della fede, al sangue dei primi cristiani, a un tempo e a un’epoca in cui essere fedeli a un credo costava la vita. Tutto ciò – prosegue – non riguarda solo il passato ma è una triste presenza odierna, di questi giorni. Anche la nostra epoca è fatta di un mondo di cristiani che viene aggredito dalla pura violenza, una violenza cieca, efferata. Molti di essi, specie religiose o religiosi, non si sono voluti proteggere: hanno continuato a vivere tra la gente senza difesa, sono rimasti a operare in terre dove imperversa la barbarie».

Dopo l’incontro di formazione del 12 marzo, dedicato proprio al tema “La nostra Chiesa è la Chiesa dei martiri”, dunque, il presule invita a tramutare la formazione in preghiera, partecipando all’iniziativa del 22 marzo, che sarà trasmessa anche in streaming audio sul sito della Comunità.

17 marzo 2016